CdS, sent. 14 marzo 2014 n. 1281/14

L’autorizzazione sanitaria per la chirurgia generale è valida anche per effettuare prestazioni di chirurgia plastica?

No, almeno per la Regione Calabria.

Chiariamo subito i profili generali della questione.

Come noto la disciplina delle autorizzazioni sanitarie trova i suoi principi generali negli art. 8-ter del D.Lgs 502/’92 (come modificato dal c.d. decreto Bindi).

In attuazione poi di tale norma – ed in forza della c.d. regionalizzazione sanitaria del Titolo V della Costituzione – le singole regioni hanno provveduto ad emanare specifiche discipline regionali.

E qui cominciano le differenze (procedurali e/o sostanziali) e la necessità di controllare con esattezza la disciplina della regione nella quale si opera.

E’ il caso dell’erogazione di prestazioni di chirurgia estetica.

In buona parte delle Regioni infatti l’autorizzazione per la chirurgia generale ricomprende nel proprio ambito tutte le erogazioni di prestazioni chirurgiche, con la conseguenza che la titolarità di un’autorizzazione per chirurgia generale consente anche l’erogazione di chirurgia plastica.

La Regione Calabria ha invece effettuato una scelta diversa.

Considerata infatti la rilevanza assunta nel tempo dal settore e considerata anche la presenza nel mercato di imprese non sufficientemente affidabili per la salute pubblica, la Calabria nel disciplinare l’esercizio dell’attività sanitaria, con la legge regionale n. 24/2008, recante «Norme in materia di autorizzazione, accreditamento, accordi contrattuali e controlli delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private», ha dettato disposizioni generali  per le autorizzazioni delle diverse attività sanitarie (comprese le diverse specializzazioni dell’Area chirurgica), prevedendo peraltro l’assoggettamento ad autorizzazione anche per le attività dei centri estetici dove si praticano attività sanitarie (art. 3, comma 2, lettera p).

Nel successivo Regolamento n. 13/2009, applicativo della legge regionale n. 24/2008, la Regione Calabria dettando i requisiti minimi organizzativi ha deciso di introdurre specifici requisiti per i soggetti che intendono esercitare l’attività di chirurgia plastica.


In sostanza è vero che la Chirurgia plastica è clinicamente branca della più generale Area chirurgica, è vero che le prestazioni possono essere svolte da medici chirurghi senza specializzazione, ma ciò non toglie che la regione puà decidere, a tutela del paziente, di introdurre requisiti specifici per particolari aree.

Di conseguenza la casa di cura calabrese, seppur titolare di un’autorizzazione alla Chirurgia  Generale, per esercitare la Chirurgia Plastica deve dotarsi di autorizzazione ad hoc.

 

Silvia Stefanelli

L’avv. Silvia Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). • E’ iscritta all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. • E’ altresì iscritta all’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna. • Ha il titolo di mediatore ex D.Lgs. 28/2010. Si è sempre occupata nel corso della sua attività professionale di diritto sanitario, ed in particolare di sanità privata (ambulatori, responsabilità medica, pubblicità sanitaria, contrattualistica ) e di prodotti di area sanitaria (farmaci, dispositivi medici, cosmetici). Ha particolare competenza nella disciplina dei dispositivi medici a livello nazionale, comunitario ed internazionale. E’ membro del Comitato Scientifico dell’Associazione di Medici-Legali e Giuristi Melchiorre Gioia e responsabile dell’Organismo di mediazione MG Mediation Ha rivestito il ruolo di Presidente della XV Sottocomissione Esami per Avvocato – Corte Appello Bologna 2007-2008. Collabora con numerose riviste di settore tra cui Il Sole 24 Ore – Sanità, Rassegna di Diritto Farmaceutico, TelexAnie. Dall’anno 2010 è direttore responsabile della Rivista on line www.sapereeconsumare.it Collabora con continuità alle riviste one-line www.ildentale.it, www.teme.it E’ autore o coautore delle seguenti pubblicazioni: • I Dispositivi Medici - in “ Le leggi dell’ospedale ” Editore Piccin (2009), • La responsabilità professionale in Odontoiatria: riflessioni Giurisprudenziali e Casistica - in • RIS in Rivista Italiana di Stomatologia n. 1/2009; • Linee Guida per la Corretta pubblicità ai consumatori nel settore ottico - Edizione Fabiano Group S.r.l. (2008); • Dispositivi Medici e Assicurazione di Qualità – Edizione Masson (1998); • ha tradotto e adattato “Notice to applicans” distribuita su floppy-disk in allegato a “Panorama della Sanità – speciale farmaci n. 2” – febbraio 1996; • La libera circolazione dei prodotti farmaceutici – Collana l’Europa del Farmaco – Edizioni Cidas – 1996. E’ docente e relatrice in numerosi seminari e convegni in materia sanitaria.

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