[Ordinanza Consiglio Stato, III°, 19/7/2013, n. 2801]

Continuano le oscillazioni giurisprudenziali sul tema degli oneri di sicurezza interni (in questa Rivista il 19.7 u.s.); in una gara indetta dall‘A.S.L. n. 5 Spezzino per la fornitura in service di un “sistema area siero” l’offerta della società aggiudicataria, sebbene priva dell’indicazione dei costi di sicurezza interni, non è stata esclusa ed il Consiglio di Stato, ancorchè in sede solo cautelare, ha confermato detta decisione in forza di due diverse motivazioni.

In primo luogo ha ritenuto che “la quantificazione operata dagli altri concorrenti  […] non sembra essere così elevata da poter pregiudicare la serietà ed affidabilità dell’offerta” vincitrice, dall’altra  poi ha motivato che “il costo della sicurezza per i rischi da interferenza è stato comunque calcolato dalla stazione appaltante ed è certa, dunque, la sua incidenza sull’offerta”.

Francamente non si comprende nessuna delle suddette argomentazioni, in primis poiché gli oneri da interferenza non coincidono con quelli di sicurezza aziendale, a nulla quindi rilevando la loro quantificazione – nella disciplina speciale di gara – per “giustificare” la mancata quotazione degli oneri aziendali interni in ogni singola offerta di gara, dall’altro poi in quanto non si comprende l’operazione di comparibilità degli oneri aziendali dei diversi concorrenti tale da giungere a far “desumere” quelli di una partecipante, che non li avrebbe quotati nella propria offerta; considerato infatti come gli oneri di sicurezza  discendano direttamente dalla natura stessa dell’azienda (se produttiva detti oneri saranno certamente superiori rispetto a quelli di un’azienda commerciale), nessuna rilevanza assume quindi il “confronto” fra i diversi oneri dichiarati dalle partecipanti, tanto da far presumere il suo scarso valore e, quindi, l’irrilevanza della sua mancata quotazione da parte della concorrente risultata aggiudicataria.

E’ certamente necessario attendere la sentenza per meglio comprendere l’iter argomentativo del supremo Consesso amministrativo al riguardo, quello che è certo tuttavia è ancora l’estrema confusione che si riscontra su un argomento tanto delicato ai fini del corretto dispiegarsi del procedimento di gara.

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La redazione di Appalti&Sanità

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