La vicenda in questione trae origine dall’impugnazione del provvedimento d’adesione alla convenzione CONSIP per il multiservizio tecnologico-integrato “energia per la sanità” posto in essere dall’A.S.L. n. 7 di Carbonia dopo la proroga disposta a favore della precedente aggiudicataria.

Proprio detta società lamentava il mancato ulteriore prolungamento di tale proroga, anche tenuto conto che l’affidamento in convenzione CONSIP successivamente disposto comportava un maggior costo per l’Amministrazione Sanitaria.

A seguito del rigetto del TAR Sardegna veniva formulato appello, che tuttavia il Consiglio di Stato ha rigettato per diversi ordini di motivi.

In primo luogo viene chiarito come il rinnovo previsto dal contratto d’appalto fra l’A.S.L. sarda e l’aggiudicataria-appellante risultasse in realtà (come dev’essere) una mera “facoltà”  e non di certo un obbligo, in conseguenza del carattere “eccezionale” di tale affidamento in proroga, che deroga al preciso obbligo di ogni P.A. d’indizione ed espletamento di una pubblica gara per l’aggiudicazione di un appalto.

Ciò posto, nonché considerato come l’adesione ad una convenzione CONSIP rappresenti una legittima modalità di affidamento di una pubblica commessa – e non certo un’elusione a tale obbligo d’indire pubbliche gare – la scelta dell’Azienda Sanitaria di Carbonia si configura dunque molto piu’ corretta e confacente al dettato legislativo piuttosto che la proroga del precedente contratto (di carattere del tutto eccezionale).

Né le ragioni di natura economica (il contratto “in proroga” risulterebbe piu’ conveniente rispetto alla convenzione CONSIP) appaiono veritiere, tenuto conto innanzitutto che la “comparabilità” delle proposte economiche può essere disposta solo a fronte di un’assoluta “identità” dei servizi offerti (che, nel caso in questione, non si configura affatto) ma, soprattutto, in quanto l’adesione alle convenzioni CONSIP (se esistenti) si appalesa come un preciso obbligo per le Amministrazioni Pubbliche, in assenza di un contratto in essere e/o anche in presenza di un contratto ma a condizioni economiche peggiorative rispetto alle condizioni offerte da CONSIP (art. 15, comma 13° D.L. 95/2012).

Alla luce di tutte queste considerazioni, dunque, la decisione assunta dall’A.S.L. n. 7 di Carbonia trova definitiva conferma nella sentenza di rigetto dell’appello da parte del Consiglio di Stato.

ALLEGATO:
Consiglio di Stato, sez. III, 1/8/2014, n. 4081

 

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

Scrivi un Commento

*