a cura dell’avv. Andrea Stefanelli

Cons.Stato III°, 5/12/2013, n. 5781

Interessante sentenza del Consiglio di Stato che ha dovuto affrontare il caso – un po’ particolare – di una gara indetta dall’ESTAV Centro per l’affidamento del servizio di ossigenoterapia per pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica, nel corso della quale ad una concorrente, accertata come anomala, le erano chiesti chiarimenti sulla sua offerta, chiarimenti che tuttavia detta partecipante si rifiutava di rilasciare ma, ciononostante, risultava poi aggiudicataria del servizio posto in gara.

La seconda classificata contestava l’illogicità del comportamento della Commissione, che prima chiedeva l’invio di dati per comprovare le “economie di scale” addotte dalla concorrente per giustificare lo sconto del 40% sul prezzo a base d’asta salvo poi, a fronte del rifiuto della società “accertata” di fornire tali giustificazioni, riteneva comunque “congrua” quell’offerta che, in precedenza, aveva diversamente giudicata “anomala” (senza che le venissero forniti i richiesti chiarimenti al riguardo).

Il TAR Toscana aveva ritenuto corretto l’operato della C.T. ed anche il Consiglio di Stato ne avvalora le conclusioni, partendo da presupposto che la Commissione giudicatrice, vistasi negare i chiarimenti, ben ha proceduto al proprio giudizio di verifica sulla base ai soli dati disponibili e se ha poi successivamente ritenuto – rispetto all’iniziale giudizio di “presunta” anomalia – che le informazioni mancanti non fossero così necessarie per ritenere non fondato quel giudizio di (appunto solo “presunta”) anomalia, per tutti questi motivi il Giudice di 2° grado giunge alla conclusione che non si possa configurare alcuna irragionevolezza nel modus operandi del Seggio di gara.

Quanto poi al rifiuto, da parte della concorrente, di rammostrare gli accordi commerciali particolarmente vantaggiosi che giustificavano lo sconto offerto, il Consiglio di Stato chiarisce come non vi sia alcuna norma che possa obbligare, nel corso di un subprocedimento di verifica, una concorrente al deposito della documentazione richiesta, concludendo infine con il ricordare come il giudizio di presunta anomalia costituisca un’espressione di discrezionalità tecnica della P.A. appaltante e come il giudice amministrativo non possa procedere ad una nuova ed autonoma verifica, dovendosi limitare – solo ed esclusivamente – a vagliare il comportamento della Commissione giudicatrice che, se non affetto da macroscopici errori, deve ritenersi legittimo e corretto.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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