Corte di cassazione – Sezione II civile – Sentenza 23 aprile 2014 n. 9227 Gestire bene un processo e scrivere una buona sentenza è difficile. Lo stanno imparando lentamente anche gli ordini professionali in materia di sanzioni in ambito di pubblicità sanitaria. Ormai questa è la terza sentenza dall’inizio dell’anno – tutte commentate in questa

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Corte di Cassazione, sez. II Civile 27 marzo 2014 n. 7282 Un odontoiatra decideva di effettuare una campagna di promozione del suo studio tramite un volantino pubblicitario, recapitato col sistema porta a porta e con un annuncio pubblicitario denominato  “Bel Sorriso” apparso sul Giornale di Brescia L’Ordine di Brescia apriva il procedimento disciplinare e comminava

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Chi si occupa di pubblicità sanitaria certamente ricorda la “famosa” sentenza del Direttore Sanitario di Vitaldent sospeso per 6 mesi dall’Ordine di La Spezia. Fu il primo caso di assunzione di una sanzione così “pesante” per una questione di pubblicità in ambito sanitario. Oggi è, per la seconda volta, la Cassazione è intervenuta su questo

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CONSIGLIO DI STATO 24 febbraio 2014 N. 870 Terreno spinosissimo quello della suddivisione dei budget economici tra i diversi soggetti accreditati e contrattualizzati con le Aziende USL regionali. In questo settore è senza dubbio un tema nuovo l’introduzione da parte della giurisprudenza di criteri di natura concorrenziale che dovrebbero orientare l’attività della pubblica amministrazione sanitaria

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Cassazione Civile 17 gennaio 2014 n. 870 L’accertamento della ingannevolezza o meno della pubblicità sanitaria spetta alla Commissione Medica e/o Odontoiatrica degli Ordini professionali: lo dice chiaramente  l’art. 2 legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani). Ma nulla si dice circa le modalità per  effettuare tale controllo Sino ad ora gli Ordini hanno per lo più svolto

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Corte dei Conti Liguria – sentenza 196/2013 dell’11 novembre 2013 Danno erariale per perdita di chance (o mancato risparmio) in capo ai dirigenti della ASL n. 3 di Genova che, anziché indire una gara per la fornitura di strisce reattive per la misurazione della glicemia ai diabetici, prorogavano dal 2007 al 2010 le forniture già

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Chi opera in sanità è poco avvezzo a trattare di concorrenza. Sia di quella del nostro Codice Civile (art. 2598 c.c.) che riguarda la slealtà nei comportamenti tra imprese;  sia di quella comunitaria che, cercando di colpire intese ed abusi di posizione dominante, mira a liberalizzare il mercato. Scarse infatti – fino ad ora –

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