Ben scritta e molto articolata le sentenza del Giudice Moricone del Tribunale di Roma (*) che ha condannato un’assicurazione a pagare ben € 5000 ex art. 96 comma III° a titolo punitivo/ indennitario ed altresì 374,00 € di contributo unificato in ragione della mancata partecipazione alla mediazione.

Plauso innanzitutto alla scelta grafica e stilistica del giudice: finalmente una sentenza divisa per capitoletti che consente di trovare subito e con grande facilità le parti che interessano.

Abitudine che – a parere di chi scrive – dovrebbe essere assunta sia dai giudici che dagli avvocati.

Veniamo ora al merito della questione.

La decisione è assunta in una controversia giudiziale da incidente stradale che attiene non tanto all’an  – pacifico per le parti – quando al quantum (tra l’altro l’assicurazione aveva già risarcito parte del danno a titolo di acconto).

Nel corso dell’istruttoria, esperita la fase istruttoria, il giudice emetteva un’ordinanza ex art. 185bis – molto precisa ed articolata nel quantum – con la quale

– formulava una proposta precisa sulla base della quale invitava le parti a cercare una transazione
– invitata la parti, nel caso di mancato accordo, ad adire un organismo di mediazione  per cercare di raggiungere un accordo tramite un soggetto terzo (il mediatore)

L’accordo transattivo non veniva raggiunto e,  attivata la mediazione da parte danneggiata, l’assicurazione decideva di non presentarsi, sostenendo che in base “alle luce delle risultanze della Consulenza tecnica, l’offerta formulata.. risulta congrua”

Snobbando quindi, palesemente, l’istituto e le possibilità risolutive offerte dallo stesso.

Su questo particolare aspetto la sentenza è veramente innovativa (e oserei dire quasi “feroce” nei confronti dell’assicurazione).

Infatti:

– in primo luogo il giudice fa presente che la motivazione dell’assicurazione per non presentarsi in mediazione (la congruità della  consulenza tecnica) appare del tutto inconferente: è evidente che se un conflitto c’è e se lo stesso permane, vuole dire che le parti non sono d’acccordo proprio sul quel punto del conflitto. Astenersi dalla mediazione sostenendo  la bontà della propria tesi non è pertanto una giustificazione.
– inoltre nello specifico caso il giudice si era studiato la questione e aveva suggerito in maniera precisa una ipotesi transattiva: a questa le parti erano libere di aderire o meno. Ma attraverso un confronto e – magari – precisando il perché della mancata adesione. Decidere invece di non partecipare alla mediazione denota – secondo il giudice (e come dargli torto?) un totale disinteresse per il conflitto ed altresì per il lavoro svolto dal giudice.
– inoltre non presentarsi in mediazione in un caso dove l’an è chiaro e si discute  solo del quantum è condotta idonea a determinare “l’incrostazione” (così in sentenza)  di una procedura giudiziale (evitabile) in un contesto giudiziario, quello italiano, saturo nei numeri e smisuratamente dilatato nella durata dei giudizi
– circa poi la valutazione di questo ingiustificato comportamento dell’assicurazione il giudice fonda la decisione  sull’art. 116 cpc richiamato tra l’altro dal legislatore della mediazione (art.8 decr. lgs. cit.). Più esattamente il Giudice Moricone evidenzia come il richiamo all’art. 116 cpc (la libertà del giudice di valutare il comportamento delle parti) si pone nell’ambito della ricerca di incentivi e deterrenti volti a indurre le parti (con la previsione di vantaggi per chi partecipa alla mediazione e di svantaggi per chi al contrario la rifugge) a comparire in sede di mediazione al fine di pervenire a un accordo amichevole
– tenuto inoltre conto che le statistiche ufficiali dimostrano incoraggianti percentuali di successo in mediazione quando la parte convocata si presenta (1) e valutata la situazione della giustizia italiana e le sempre più gravi conseguenze sociali, economiche e di immagine anche internazionale, derivanti dal ritardo nella definizione dei processi,  secondo il Giudice Moricone la mancata comparizione in mediazione può senza dubbio configurare un comportamento valutabile ai sensi dell’art. 116
– infine  il giudice, vista l’assenza di un giustificato motivo alla mancata partecipazione dell’assicurazione alla mediazione ed in forza del combinato disposto degli artt. 8 co.IV° bis del decr. lgsl. 28/2010  e art. 116 c.p.c., ha ritenuto che l’assicurazione dovesse essere sanzionata ex art. 96 cpc

Conseguentemente ha condannato l’assicurazione a

– pagare il danno alla salute (parte integrativa) come già in ordinanza per la proposta transattiva
– pagare le spese processuali pari a 2500 €
– pagare ai sensi dell’art.96 co.III° della somma di €.5.000,00
– a versare , a titolo di sanzione per la mancata ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione, della somma di € 374,00, pari al contributo unificato dovuto per il giudizio

Forse è veramente tempo di accettare la mediazione e cambiare radicalmente  atteggiamento verso questo istituto.
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(*) Tribunale di Roma sezione sez. XIII – n. rg.14521-11 – Giudice Moricone
(1) Posto il 57,3% di aderente non comparso ed il 10,3% di proponente rinunciante prima dell’esito, del restante  32,4% di aderente comparso il 42,4 % costituisce la percentuale di accordi raggiunti (statistiche 1.1.2013-31.12.2013 Ministero Giustizia http://webstat.giustizia.it/AreaPubblica/Analisi%20e%20ricerche/Mediazione%20civile%20al%2031%20dicembre%202013.pdf)

 

 

Silvia Stefanelli

L’avv. Silvia Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). • E’ iscritta all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. • E’ altresì iscritta all’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna. • Ha il titolo di mediatore ex D.Lgs. 28/2010. Si è sempre occupata nel corso della sua attività professionale di diritto sanitario, ed in particolare di sanità privata (ambulatori, responsabilità medica, pubblicità sanitaria, contrattualistica ) e di prodotti di area sanitaria (farmaci, dispositivi medici, cosmetici). Ha particolare competenza nella disciplina dei dispositivi medici a livello nazionale, comunitario ed internazionale. E’ membro del Comitato Scientifico dell’Associazione di Medici-Legali e Giuristi Melchiorre Gioia e responsabile dell’Organismo di mediazione MG Mediation Ha rivestito il ruolo di Presidente della XV Sottocomissione Esami per Avvocato – Corte Appello Bologna 2007-2008. Collabora con numerose riviste di settore tra cui Il Sole 24 Ore – Sanità, Rassegna di Diritto Farmaceutico, TelexAnie. Dall’anno 2010 è direttore responsabile della Rivista on line www.sapereeconsumare.it Collabora con continuità alle riviste one-line www.ildentale.it, www.teme.it E’ autore o coautore delle seguenti pubblicazioni: • I Dispositivi Medici - in “ Le leggi dell’ospedale ” Editore Piccin (2009), • La responsabilità professionale in Odontoiatria: riflessioni Giurisprudenziali e Casistica - in • RIS in Rivista Italiana di Stomatologia n. 1/2009; • Linee Guida per la Corretta pubblicità ai consumatori nel settore ottico - Edizione Fabiano Group S.r.l. (2008); • Dispositivi Medici e Assicurazione di Qualità – Edizione Masson (1998); • ha tradotto e adattato “Notice to applicans” distribuita su floppy-disk in allegato a “Panorama della Sanità – speciale farmaci n. 2” – febbraio 1996; • La libera circolazione dei prodotti farmaceutici – Collana l’Europa del Farmaco – Edizioni Cidas – 1996. E’ docente e relatrice in numerosi seminari e convegni in materia sanitaria.

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