Corte Conti, sez. controllo Emilia-Romagna 13/5/2013, n. 222

La gestione di una Residenza Sanitaria per anziani risulta affidata ad un cooperativa sociale ma, per poter soddisfare i nuovi parametri di assistenza (il rapporto fra gli operatori sanitari ed i degenti), era stato chiesto a detta cooperativa di aumentare il numero degli addetti; nel frattanto l’art. 9 del D.L.n. 95/2012 (2° Spending review) ha introdotto, nell’ottica della razionalizzazione della spesa pubblica, l’obbligo di “reinternalizzazione” dei servizi, con la soppressione di tutti gli organismi che erogano servizi pubblici, ad eccezione di quelli che operano nel settore socio-sanitario.

E’ in questa ottica che viene richiesto alla Sezione controllo della Corte dei Conti se sia possibile modificare la modalità organizzativa della gestione della R.S.A. tramite l’istituzione di un ente creato appositamente per lo svolgimento di questa attività, in quanto il necessario aumento del personale per la corretta gestione della R.S.A. avrebbe di fatto impedito il rispetto dei vincoli di spesa nonché portato alla violazione del divieto d’assunzione di nuovo personale.

La Corte dei Conti, pur consapevole delle difficoltà in cui si trovano le Amministrazioni Pubbliche, ciònondimeno ha precisato come l’art. 9 D.L.n. 95/2012 consenta la deroga all’obbligo di soppressione di tutti gli organismi che gestiscono i servizi pubblici per la particolare tipologia di quelli “sanitari”, ma non dispone affatto la “facoltà” di costituirne di nuovi (anche se per la gestione dei medesimi servizi sanitari), ragion per cui l’istituzione di un ente – ancorché adibito alla gestione di una R.S.A. – si porrebbe in palese violazione di legge e dunque, come tale, non ne è possibile la costituzione.

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