A cura di avv. Silvia Stefanelli

Corte dei Conti – Sez. Giur. Sicilia; Sent. n. 1107 del 12.03.2013

Si sa che, spesso, le convivenza sono difficili.

In questo caso il Direttore Generale della ASL, che evidentemente non aveva un buon rapporto con il Direttore Amministrativo, decideva di revocargli anticipatamente l’incarico, adducendo alcune motivazioni (mancata partecipazione ad alcune riunioni e mancata disamina di  alcuni schemi deliberativi, mancato  apportato all’attività aziendale ecc) .

Il direttore Amministrativo presentava ricorso avanti al Giudice del Lavoro per ingiustificata interruzione del rapporto, vincendo sia in primo che in  secondo grado.

La ASL era quindi chiamata a pagare a favore del Direttore Amministrativo la somma di Euro 26.276,00 oltre ad Euro 2.975,91 per rivalutazione ed interessi.

A seguito di tale vicenda la Procura della Repubblica competente incardinava una procedura per responsabilità contabile a carico del Direttore Generale sostenendo che la revoca dell’incarico al Direttore Amministrativo in assenza di una giusta causa configurava un condotta gravemente colposa rilevante ai fini della eventuale sussistenza di responsabilità amministrativa.

Il Direttore Generale si difendeva sostenendo che non poteva considerarsi sussistente la colpa grave, essendo la decisione supportata unicamente dal venir meno del rapporto fiduciario che legava il Direttore Generale al Direttore Amministrativo a seguito del verificarsi di noti eventi nel periodo precedente la revoca dell’incarico.

La decisione della Corte dei Conti.

La decisione è molto interessante.

Dopo aver infatti  ripercorso  la normativa di settore concernente il conferimento dell’incarico di Direttore Amministrativo all’interno delle Aziende Sanitarie e le possibilità di un’eventuale revoca dell’incarico, circa la natura di tale rapporto così si legge in sentenza

“….La giurisprudenza (v. Cass. S.U. 456/2000 – C. Cost. 2006/422) ha confermato la natura privatistica del contratto che lega i vertici con l’Azienda sanitaria ed in particolare la natura di un rapporto di lavoro autonomo.

La stessa espressione adoperata (contratto di diritto privato), considerata anche in relazione all’epoca di emanazione della Legge, è indicativa di un modello di rapporto diverso dal pubblico impiego volto a rimarcare, l’assenza di inserimento organico del lavoratore nella struttura dell’ente,. Il modello di lavoro autonomo è parso, evidentemente, al legislatore dell’epoca quello più compatibile con una scelta politica, diretta alla sburocratizzazione delle strutture apicali per conferire alle stesse un assetto di tipo aziendalistico. Tutto ciò rappresenta un vero e proprio momento di rottura con la configurazione precedente della compagine sanitaria e comporta il riconoscimento, nelle prestazioni, dei vertici di obbligazioni di risultato, tipiche delle strutture aziendalistiche. Come noto, le obbligazioni di risultato possono considerarsi adempiute solo se il debitore abbia realizzato il risultato oggetto del contratto, indipendentemente dai mezzi usati…”

In sostanza la condotta del Direttore Amministrativo doveva essere valutata alla luce di un eventuale inadempimento circa i risultati oggetto del contratto privatistico in essere: solo ove fosse sussistente tale inadempimento la revoca da parte del Direttore Generale poteva essere lecita.

Dato atto di ciò, la Corte dei Conte passa ad analizzare i fatti avvenuti.

Diversamente da quanto sostenuto dal Direttore Generale dai fatti non emergeva, secondo i giudici contabili, alcun inadempimento del Direttore Amministrativo; al contrario si evinceva la volontà del Direttore Generale di creare appositamente una serie di presupposti finalizzati a “giustificare” la revoca immediata dell’incarico.

Innegabile, quindi, la colpa grave del Direttore generale ed il suo obbligo di risarcire alla Asl i danni causati  a seguito della causa civile.

Silvia Stefanelli

L’avv. Silvia Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). • E’ iscritta all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. • E’ altresì iscritta all’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna. • Ha il titolo di mediatore ex D.Lgs. 28/2010. Si è sempre occupata nel corso della sua attività professionale di diritto sanitario, ed in particolare di sanità privata (ambulatori, responsabilità medica, pubblicità sanitaria, contrattualistica ) e di prodotti di area sanitaria (farmaci, dispositivi medici, cosmetici). Ha particolare competenza nella disciplina dei dispositivi medici a livello nazionale, comunitario ed internazionale. E’ membro del Comitato Scientifico dell’Associazione di Medici-Legali e Giuristi Melchiorre Gioia e responsabile dell’Organismo di mediazione MG Mediation Ha rivestito il ruolo di Presidente della XV Sottocomissione Esami per Avvocato – Corte Appello Bologna 2007-2008. Collabora con numerose riviste di settore tra cui Il Sole 24 Ore – Sanità, Rassegna di Diritto Farmaceutico, TelexAnie. Dall’anno 2010 è direttore responsabile della Rivista on line www.sapereeconsumare.it Collabora con continuità alle riviste one-line www.ildentale.it, www.teme.it E’ autore o coautore delle seguenti pubblicazioni: • I Dispositivi Medici - in “ Le leggi dell’ospedale ” Editore Piccin (2009), • La responsabilità professionale in Odontoiatria: riflessioni Giurisprudenziali e Casistica - in • RIS in Rivista Italiana di Stomatologia n. 1/2009; • Linee Guida per la Corretta pubblicità ai consumatori nel settore ottico - Edizione Fabiano Group S.r.l. (2008); • Dispositivi Medici e Assicurazione di Qualità – Edizione Masson (1998); • ha tradotto e adattato “Notice to applicans” distribuita su floppy-disk in allegato a “Panorama della Sanità – speciale farmaci n. 2” – febbraio 1996; • La libera circolazione dei prodotti farmaceutici – Collana l’Europa del Farmaco – Edizioni Cidas – 1996. E’ docente e relatrice in numerosi seminari e convegni in materia sanitaria.

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