Ord. T.A.R. Trento, 14/3/2014, n. 19

Interessante ordinanza del TAR Trento che, relativamente ad un’aggiudicazione disposta a favore di una società per i lavori di realizzazione del blocco operatorio ostetrico dell’Ospedale di Rovereto, ha accolto l’istanza cautelare della ricorrente per due diversi ordini di motivi.

In primo luogo ha valutato come la stazione appaltante non avesse congruamente motivato il profilo d’affidabilità dell’aggiudicataria, pur a fronte di una condanna a carico di un suo ex legale rappresentante; in altre parole la società – risultata poi vincitrice – aveva dichiarato la sussistenza di una sentenza per un reato commesso nei confronti dello Stato ed incidente sulla moralità professionale (art. 38, lett. C, D.Lgs.n. 163/2006) e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, che ha ciononostante valutato tale concorrente idonea a partecipare, non ha tuttavia spiegato per quale motivo tale pronuncia di condanna posta a carico dell’ex L.R. non inficiasse il profilo di moralità della società risultata poi aggiudicataria.

In secondo luogo è stata ritenuta fondata l’eccezione relativa all’incongruità del punteggio tecnico assegnato ad un’apparecchiatura richiesta che, sebbene sia risultato esser stata offerta – nel medesimo identico modello – tanto dall’aggiudicataria che dalla ricorrente, purtuttavia ha visto assegnati 10 punti alla società vincitrice, mentre soli 4,199 punti alla ricorrente.

Per entrambi detti motivi, dunque, il TAR Trento ha sospeso in via cautelare l’affidamento dei lavori, fissando per giugno 2014 l’udienza di merito del suddetto giudizio.

 

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La redazione di Appalti&Sanità

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