In un giudizio per revocazione il Consiglio di Stato coglie l’occasione per puntualizzare un aspetto non chiaro dei procedimenti di gara: gli obblighi di conservazione dei plichi contenenti le offerte nonchè la necessaria (o meno) verbalizzazione di dette modalità conservative.

Sottolineano in primo luogo i giudici d’appello come il D.Lgs.n. 163/2006, sebbene regolamenti molti aspetti procedimentali in maniera minuziosa, relativamente alla conversazione degli atti di gara nulla disponga in proposito, ragion per cui, non essendoci alcuna esplicita prescrizione di legge al riguardo, l’eventuale mancanza e/o sommaria verbalizzazione di tali aspetti non può mai costituire “di per sè” una causa invalidante delle operazioni concorsuali.

Da ciò ne consegue quindi come l’eventuale scrupolosa conservazione delle offerte, nonché la munizione verbalizzazione delle loro modalità conservative, servono tutt’al piu’ a precostituire una prova “dotata di fede privilegiata” (artt. 2699, 2700 cod.civ.), per rendere piu’ difficoltose eventuali future contestazioni, ma non risultano in alcun caso obbligatorie  ex lege.

In altri termini, qualora un concorrente intenda contestare l’intervenuta manipolazione dei plichi di una gara, deve ovviamente darne piena prova (o quantomeno essere in grado di addurre indizi seri), che dovrà risultare tanto piu’ rigorosa quanto piu’ accurata sarà stata la conservazione dei plichi e circostanziata la verbalizzazione relativa.

Ma il fatto che non vi sia stata alcuna verbalizzazione non potrà comunque far presumere che detta manipolazione vi sia effettivamente stata.

Conclude pertanto il Consiglio di Stato affermando come detti elementi (conservazione e verbalizzazione) rilevino prevalentemente nella fase probatoria in ambito processuale piuttosto che ai fini dell’accertamento della correttezza dell’iter procedimentale e come dunque la loro presenza –o mancanza- potranno piu’ o meno aggravare il compito di chi vuole contestare la gara, ma mai quello di viziarla in sé.

ALLEGATO:
Testo della sentenza del Consiglio di Stato III°, 24/12/2013, n. 6235

 

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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