L’Azienda U.L.S.S.n. 3 di Bassano del Grappa, che aveva aderito alla convenzione CONSIP per la fornitura di energia per gli immobili adibiti ad uso sanitario, estendeva l’affidamento alla medesima a.t.i. affidataria della convenzione Consip anche dei servizi di manutenzione agli impianti ed apparecchiature tecnologiche in generale, che non risultavano tuttavia ricomprese nell’oggetto dell’iniziale convenzione.

Un’operatrice del settore impugnava pertanto detto affidamento (disposto ai sensi dell’art. 57, comma 5° D.Lgs.n. 163/2006), contestando la natura “complementare” dei servizi affidati – rispetto a quelli in convenzione – nonché la motivazione della delibera d’affidamento, secondo cui lo scopo dell’amministrazione era quello di perseguire l’“unicità di responsabilità […] in termini di sicurezza e di continuità delle attività sanitarie”.

Il TAR Veneto riconosceva come in effetti i nuovi servizi, affidati senza gara, non fossero per nulla  “complementari” bensì “estensivi” rispetto ai precedenti oggetti di convenzione ed il Consiglio di Stato, davanti al quale è stato proposto appello, non fa che confermare tale assunto sul presupposto non solo che i nuovi servizi affidati risultino “diversi” rispetto ai precedenti ma, soprattutto, come diversi siano anche gli “impianti” su cui detti servizi andavano svolti, con l’unico scopo perseguito dalla P.A. di avere (quindi) un solo soggetto responsabile.

In altri termini essendo gli impianti tecnologici del tutto “diversi ed autonomi”, sia funzionalmente che economicamente, in nessun caso si può correttamente parlare d’“accessorietà”, ragion per cui l’applicazione dell’art. 57 Codice appalti rappresenta un’evidente forzatura, atteso come detto articolo trovi corretta applicazione solo in presenza di un’evidente complementarietà ed accessorietà fra il bene/servizio regolarmente appaltato (tramite gara) e quello che s’intende affidare in via diretta, in ragione dell’attiguità dell’uno rispetto all’altro.

Considerato quindi come, nel caso di specie, la convenzione CONSIP era relativa agli “impianti tecnologici”, mentre quella affidata senza gara agli impianti “speciali”, da ciò ne consegue come detto secondo affidamento avrebbe dovuto essere oggetto di specifica gara, non risultando quindi legittimo alcun affidamento diretto.

ALLEGATO:
Sentenza Consiglio di Stato, sez. III°, 25/11/2014, n. 5827

 

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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