TAR Venezia, I°, 28/4/2014, n. 538

La centrale di committenza nazionale sottoscriveva con TELECOM una convenzione per il servizio di manutenzione e gestione della rete fonia-dati e l’Azienda Ulss 18 di Rovigo provvedeva ad aderirvi.

Tuttavia tale convenzione prevedeva la copertura manutentiva solo dalle ore 8 alle 17, mentre l’AULSS di Rovigo aveva necessità di coprire anche le ore notturne, ragion per cui disponeva l’affidamento di tale servizio ai sensi dell’art. 57, comma 5° lett. a) sempre alla Telecom.

Riteneva infatti la stazione appaltante che il servizio di manutenzione notturno ben potesse configurarsi come “complementare” a quello principale e come pertanto, ai sensi del citato art. 57, comma 5 potesse essere affidato direttamente all’appaltatore che si era aggiudicato il servizio “principale”.

Il TAR Venezia non è del medesimo avviso e sanziona l’operato dell’amministrazione sanitaria, in quanto l’art. 57 del Codice appalti dev’essere correttamente interpretato nel senso di ritenere che i servizi/forniture sono “complementari” non solo qualora completino l’iniziale servizio/fornitura, ma altresì quanto non risultino originariamente prevedibili ovvero quando, alla sottoscrizione del contratto principale, non rientrino in alcun modo nel bene/servizio di cui la P.A. necessita.

Nel caso di specie, al contrario, l’AULSS 18 fin da subito era ben consapevole di aver necessità di un servizio di manutenzione che coprisse l’intero arco delle 24 ore e pertanto ha aderito alla convenzione CONSIP per frazionare il servizio, disponendo pertanto il successivo affidamento della restante quota di copertura manutentiva in maniera assolutamente fraudolenta.

In altri termini il servizio di gestione della rete-fonia, di cui necessitava fin dall’inizio l’amministrazione, non era di per sé frazionabile e dunque l’AULLS 18 di Rovigo, allorquando verificava come la convenzione CONSIP ne coprisse solo una parte, avrebbe potuto/dovuto correttamente dichiarare la propria impossibilità ad aderirvi, procedendo conseguentemente ad indire una gara per l’affidamento del servizio nella sua “completezza” giornaliera.

Diversamente l’aver “finto” d’aderire alla convenzione CONSIP per poi disporre l’affidamento diretto – per la parte residua – alla medesima appaltatrice TELECOM, rappresenta una palese violazione degli obblighi d’indire pubbliche gare, che di conseguenza dev’essere sanzionato.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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