Corte di cassazione, con la sentenza 11905/2014

Interessante sentenza della Cassazione che fa chiarezza su un tema un po’ confuso: nel caso di ritardato pagamento da parte di ente del SSR (situazione di fatto molto comune) per ottenere gli interessi di mora occorre un atto formale o il conteggio “scatta” automaticamente)  come per i privati?

La questione nasce da un mancato pagamento alla fine degli anni ’90 di un appalto di pulizia da parte del Fatebenefratelli.

Riconosciuta la sussistenza del credito l’impresa di pulizia chiede anche gli interessi di mora, pur non avendo mai messo in mora formalmente la P.A.

In sostanza si chiedeva l’applicazione dei principi privatistici oggi vigenti anche al servizio sanitario pubblico.

Al contrario la Cassazione ha chiarito che per i crediti contratti in quegli anni sarebbe stata necessaria una formale costituzione in mora, «non ricorrendo alcuna ipotesi di mora ex re». Conseguentemente, «è dal giorno di mora che sono dovuti gli interessi moratori ed il maggior danno, e in mancanza di intimazioni precedenti, essa coincide con la domanda giudiziale».

Diversa però la situazione giuridica attuale

Ai crediti che sorgono oggi – precisa la Cassazione – di applica la nuova disciplina di cui al DL 35/2013 convertito in legge 64/2013.

Spiega la Corte che tale nuova normativa per la quale la messa in mora non è necessaria e gli interessi decorrono automaticamente dopo 90 gg anche per i crediti della Pubbliche amministrazioni.

La sentenza è interessante anche per la precisa ricostruzioni storico-giuridica

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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