Si apre una nuova era nei rapporti tra cittadini/imprese e Pubblica Amministrazione.

La strada è stata segnata dall’art. 1 comma 36 della legge 190/2012 (c.d. legge anticorruzione) che delegava il Governo ad emanare, entro sei mesi, un decreto sulla trasparenza della Pubblica amministrazione.

Più esattamente, fatta la ricognizione degli (scarni) obblighi di trasparenza già vigenti (legge 150/2009), il Governo è stato chiamato ad ampliare tale tipologia di obblighi con un obiettivo molto chiaro: consentire la conoscenza dei dati che permettono la valutazione in ordine all’uso delle risorse pubbliche nonché allo svolgimento e ai risultati delle funzioni amministrative.

Con una logica diversa dall’accesso agli atti della legge 241/’90 (che consente al privato di accedere agli atti di un procedimento rispetto al quale dimostra di avere un interesse concreto), il legislatore amplia in maniera veramente rilevante la tipologia di atti di cui tutti possono avere conoscenza, in quanto  atti strettamente connessi al buon funzionamento della P.A.

Il decreto attuativo della legge anticorruzione – subito denominato “Decreto Trasparenza” – è stato approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2013.

Punto cardine della disciplina è l’art. 3 che così sancisce:

“tutti i documenti, le informazioni ed i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente…”.

Per accedere agli atti è sufficiente fare domanda (non motivata) che deve essere gratuita; la P.A. ha 30 gg per rispondere. Nel caso di ritardo si applica l’art. 2 co 9 bis  l.n. 241/’90 che trasferisce l’obbligo di adempimento in capo al dirigente generale (art. 5). Va da sé, poi, che in carenza di risposta potrà essere attivata la procedura contro il silenzio inadempimento.

Per quanto poi attiene all’ambito sanitario, tenuto conto che si tratta di un settore particolarmente esposto a pratiche corruttive (così nella Relazione Illustrativa) si aprono veramente nuove porte.

Il Capo V del decreto, titolato “Obblighi di pubblicazione in settori speciali” stabilisce l’obbligo di pubblicazione relativamente a

–        informazioni relative alle procedure per l’affidamento dell’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture (art. 37)

–        delibere a contrarre nel caso dell’art. 57 co 6 Dlgs 163/2006 (procedura negoziata senza bando di gara) (art. 37)

–        informazioni ed i dati relativi  alle procedure di conferimento degli incarichi di Direttore Generale,  Amministrativo, Sanitario nonché responsabile di Dipartimento e Strutture semplici  (art. 41)

–        elenco delle strutture private accreditate (art. 41)

–        elenco degli accordi intercorsi con le strutture stesse (art. 41)

–        liste di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata sia da parte di strutture pubbliche che private (art. 41)

 

Il modello di ispirazione è quello del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l’accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle PA, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente (es. per motivi di sicurezza).

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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