[Cons. Stato, sez.III, 5/7/2013, n. 3580]

L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento, mediante apposita procedura di gara, affidava ad una società partecipante l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo; avvicinandosi la scadenza triennale del contratto, invece di bandire una nuova gara, esercitava l’opzione – inizialmente prevista dal capitolato speciale – di rinnovare il contratto per un ulteriore triennio.

Avverso tale provvedimento proponeva ricorso altra società originariamente partecipante alla gara.

Sulla dibattuta questione, concernente la legittimità del rinnovo contrattuale senza gara, si pronuncia il Consiglio di Stato, che statuisce come nessuna disposizione attualmente vigente impedisca il rinnovo espresso dei contratti qualora la facoltà di rinnovo, alle medesime condizioni e per un tempo predeterminato e limitato, sia ab origine prevista negli atti di gara e venga esercitata in modo espresso e con adeguata motivazione.

Il Supremo Collegio ritiene infatti che la “proroga contrattuale” non possa ledere l’interesse pubblico alla scelta del migliore contraente posto che la medesima, resa nota ai concorrenti sin dall’inizio delle operazioni di gara, consente all’amministrazione di rivalutare la convenienza del rapporto contrattuale lasciandola allo stesso tempo libera, qualora la prosecuzione del medesimo non risulti essere conveniente, di reperire sul mercato condizioni migliori.

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La redazione di Appalti&Sanità

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