Consiglio di Stato, sez. III, 5/5/2014, n. 2289

L’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza ha indetto una procedura per l’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti elettrici, aggiudicato in via provvisoria ad una associazione temporanea d’imprese, che tuttavia vedeva revocarsi tale affidamento per avere, la P.A. appaltante, accertato la commissione di un “errore grave”  da parte della mandante del raggruppamento aggiudicatario.

Prima impugnata e poi appellata detta revoca (che aveva trovato conferma in 1° grado), anche avanti il Consiglio di Stato l’operato della stazione appaltante è stato convalidato, in quanto è stata ritenuta corretta l’interpretazione assunta dall’Azienda Ospedaliera dell’art. 38, comma 1° lett. f) D.Lgs.n. 163/2006.

Prevede infatti tale comma come debba essere esclusa la concorrente che ha commesso “un errore grave, nell’esercizio dell’attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante” mentre, nel caso in questione, la mandante dell’a.t.i. aveva subìto una risoluzione contrattuale, che tuttavia non era stata “dichiarata” in quanto comminata da altra P.A. (diversa da quella che indiceva la gara) e quindi, sempre secondo detta società, ritenuta non idonea per poter escludere la mandante dalla procedura indetta dall’A.O. di Potenza.

Di diverso avviso il Consiglio di Stato, secondo cui la dichiarazione relativa ad eventuali pregresse risoluzioni contrattuali dev’essere rilasciata indipendentemente dall’espressa prescrizione in lex specialis nonché a prescindere se la P.A. che indice la gara è la medesima che ha contestato il “grave errore”, in quanto tale dichiarazione fornisce elementi oggettivi di valutazione alla P.A. procedente, unica a cui spetta ogni valutazione al riguardo.

La mancata annotazione dell’aver commesso “errori gravi” nella propria precedente attività dev’essere quindi sanzionata “di per sè”, a prescindere tanto dalla P.A. che li ha sollevati quanto dal merito/gravità degli stessi, poiché tale dichiarazione rientra tra quegli adempimenti “doverosi”, il cui mancato rispetto non può che comportare l’esclusione.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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