TAR Molise, sentenza n. 190/2014 depositata in data 21/03/2014

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise accogliendo il ricorso proposto dall’ IRCCS isernino ha annullato il provvedimento con cui all’Istituto era stato imposto, dal 2010 in avanti, di praticare le riduzioni tariffarie previste dalla legge finanziaria per l’anno 2007.

Un breve inquadramento della questione non guasta.

La legge n. 296 del 2006, all’art. 1, comma 796, lettera o), disponeva che con decorrenza 1° gennaio 2007 tutte le strutture private accreditate eroganti prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per conto del Servizio Sanitario Nazionale praticassero uno sconto sulle tariffe applicate: più esattamente il 20% per la diagnostica di laboratorio (analisi molecolari sui fattori coagulativi, test genetici, dosaggi di markers specifici…) e il 2% per le altre prestazioni specialistiche.

Le tariffe erano quelle commisurate agli importi previsti dal c.d. Decreto Bindi.

La formulazione della norma non era chiara: più esattamente non si capiva la durata temporale dello sconto.

L’allora Commissario ad acta per il Molise – analogamente a tutte le altre regioni d’Italia – decideva di applicare lo sconto ad oltranza.

L’IRCCS non condividendo la scelta impugnava il provvedimento.

Nel frattempo la questione della durata dell’applicazione dello sconto finiva davanti alla Corte Costituzionale che investita della questione di legittimità sollevata sull’art. 1, comma 796, lett. o), della l. 296/2006, evidenziava come “nello scrutinio di ragionevolezza, assume rilievo il carattere transitorio della norma” e che pertanto “…non vi è dubbio che la disciplina stabilita dalla norma statale censurata risulta temporalmente limitata”.

Oggi pertanto il Tribunale del Molise – primo tra i TAR  d’Italia –  ha aderito alla posizione della Corte Costituzionale dichiarando l’illegittimità del protrarsi – oltre ai termini di legge – dell’applicazione dello sconto

Ricapitolando:

– la disciplina stabilita dalla norma statale censurata risulta temporalmente limitata al termine del 31 dicembre 2008 (secondo  la Corte Costituzionale)
– il provvedimento adottato dalla regione Molise il 28 dicembre 2009 era quimdo retto da una norma transitoria non più vigente;
– il Commissario ad acta aveva dunque applicato tardivamente lo sconto forfettario sulle tariffe previsto dalla legge finanziaria per il 2007 destinata a trovare applicazione nell’esercizio finanziario statale 2007;
– il provvedimento impugnato pertanto deve ritenersi nullo perché emesso in violazione di legge.

Il quadro è analogo in molte altre Regioni d’Italia.

Se la sentenza passerà in giudicato vi sarà quindi un unico scenario possibile. Carta, penna e calcolatrice alla mano allora per disporre i conteggi sugli importi erroneamente fatturati dalle ASL alle strutture accreditate dopi l 31 dicembre 2008

La scontistica era a scadenza proprio come i saldi. E adesso chi lo dice alle altre regioni?

 

Federico Breschi

Laureato in giurisprudenza nel 2010, collabora con lo Studio Legale Stefanelli dal medesimo anno e con l'Ufficio Qualità dell'Ospedale Privato Nigrisoli fino al 2011. Nel 2012 consegue il Master di I livello in Diritto Sanitario presso la Scuola di Specializzazione in Studi sull'Amministrazione Pubblica di Bologna. Le tematiche di principale interesse ed approfondimento sono quelle inerenti la sanità, pubblica e privata, con particolare attenzione al tema della responsabilità medica e disciplinare del professionista sanitario nonchè alle problematiche inerenti alla contrattualistica per le strutture sanitarie e all'ottenimento di autorizzazione e accreditamenti al SSN.

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