[Consiglio Stato, sez. III, 25/6/2013, n. 3437]

E’ stata indetta una gara per l’affidamento della gestione del sistema informatizzato per i servizi CUP dell’A.S.L. della Provincia di Taranto e, nel corso della procedura, è stata sollevata una contestazione relativa alla dimostrazione del fatturato pregresso di servizi analoghi prestati nel precedente triennio; in particolare è stata posta la questione di quali servizi possano correttamente ritenersi “analoghi” a quelli oggetto della gara.

Giunta la vicenda fino al Consiglio di Stato, il supremo giudice amministrativo coglie l’occasione per precisare come l’esperienza pregressa serva, alla P.A. appaltante, per accertare l’attitudine specifica del concorrente a realizzare le prestazioni dedotte in gara e come, conseguentemente, le esperienze precedentemente maturate rappresentino indici significativi a dimostrazione della capacità dell’impresa ad eseguire le prestazioni oggetto dell’appalto.

Per questo motivo deve pertanto trattarsi di attività ”sufficientemente simili, almeno negli aspetti essenziali e caratterizzanti, l’esigenza che la stazione appaltante intende soddisfare con la gara”.

In altri termini per essere “analoghi” i servizi non devono risultare “identici” ma attestare come l’operatore economico sia risultato in grado di affrontare particolari problematiche tecniche che richiedono un certo tipo di competenze specialistiche che quindi, nel caso specifico, erano rappresentate non da generiche esperienze informatiche bensì da attività espletate a favore di amministrazioni sanitarie e da cui evincersi il possesso di cognizioni di informatica applicata alle esigenze delle medesime amministrazioni sanitarie.

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La redazione di Appalti&Sanità

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