[Consiglio Stato, III°, 11/7/2013, n. 3730]

In una sentenza relativa all’aggiudicazione di una gara per l’affidamento di servizi vari per una Residenza protetta e Centro Diurno per disabili il Consiglio di Stato, incidenter tantum come si dice in gergo (cioè senza che ciò abbia una rilevanza decisiva per la sentenza in questione), ha tuttavia avuto modo di puntualizzare un concetto molto importante ovvero come negli appalti sanitari, in quanto previsti nell’allegato II B del Codice dei contratti, per ciò stesso devono necessariamente trovare applicazione solo gli artt. 65, 68 e 225 D.Lgs.n. 163/2006.

Tra dette norme non si annovera l’art. 85 (relativo alla Commissione Giudicatrice) da cui quindi ne discende come, in termini di composizione della C.T. di un appalto sanitario, non sussiste alcun obbligo di prevedere un numero dispari di componenti, nè esiste un principio, immanente nell’ordinamento, tale per cui i “collegi” giudicanti debbano obbligatoriamente avere composizione non paritaria.

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La redazione di Appalti&Sanità

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