a cura dell’avv. Andrea Stefanelli

[Ord. Cons.Stato, III°, 13/9/2013, n. 3627]

L’A.S.L Bari indice una gara per la fornitura di sistemi di prelievo sottovuoto, espressamente richiedendo “provette con tappo di sicurezza, con gel separatore di siero e con attivatore di coagulazione tipo trombina” e, delle due uniche concorrenti in gara, una di dette offre un prodotto parzialmente difforme rispetto ai suindicati requisiti tecnici, viene esclusa, notifica allora ricorso giurisdizionale e, prima della discussione, viene riammessa (nonché si aggiudica la fornitura).

L’altra concorrente insorge allora avverso tale riammissione sostenendo come la stazione appaltante, in sede di chiarimenti di gara, avesse ribadito la propria richiesta di provette con tappo di sicurezza, gel separatore di siero ed attivatore di coagulazione, limitandosi unicamente a consentire la possibilità che l’attivatore di coagulazione fosse di “tipo trombina o equivalente”, mentre la Commissione Tecnica aveva accertato in gara come il prodotto della concorrente esclusa (ora aggiudicataria) presentasse invece una provetta con trombina “priva di gel separatore”.

Si difende sul punto l’Amministrazione sostenendo che, dopo la notifica del ricorso, il Responsabile del Presidio Ospedaliero aveva accertato che le provette offerte da entrambe le concorrenti presentavano requisiti funzionali assolutamente equivalenti, a cui tuttavia replicava la ricorrente (seconda classificata) sostenendo che la disciplina di gara non consentiva il ricorso a giudizi di conformità dei prodotti offerti in gara provenienti da soggetti diverse rispetto alla Commissione giudicatrice all’uopo nominata.

Il TAR competente dà ragione alla seconda classificata, annullando l’aggiudicazione alla società riammessa, che interpone allora appello ma il Consiglio di Stato, ancorchè in sede cautelare, conferma la sentenza di 1° grado sostenendo come l’appellante non abbia preventivamente dimostrato, nel corso della procedura concorsuale, l’equivalenza del suo prodotto rispetto a quanto richiesto dalla lex specialis (come dispone l’art. 68, comma 4° D.Lgs.n. 163/2006), richiedendo invece un supplemento d’istruttoria al Seggio di gara, che si è svolto tuttavia al di fuori delle modalità previste dalla disciplina speciale di gara.

Per questo motivo l’esclusione va confermata e, conseguentemente, l’aggiudicazione annullata.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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