Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 14 gennaio 2014, n. 534

La sentenza si pone sul solco delle ormai numerose sentenze che hanno stabilito la responsabilità del Ministero della Salute per mancata vigilanza sulle sostanze ematiche e sugli emoderivati utilizzati su soggetti emotrasfusi che hanno poi, successivamente all’emotrasfusione, contratto infezioni da HIV e/o epatite.

La sentenza è interessante in quanto stabilisce che la mancata vigilanza in capo al Ministero comporta un profilo di responsabilità ex art. 2043 c.c. (con onere della prova a carico del soggetto che chiede i danni), mentre la pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell’uso degli emoderivati svolta dalle ASL è considerata attività pericolosa ex art. 2050 cc. (con onere della prova a carico della P.A.)

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