Consiglio Stato,  III°, 23/5/2013, n. 2802

Veniva messo in gara il servizio di ossigenoterapia domiciliare per gli assistiti dell’ASL 3 Genovese, con la particolare richiesta che la società affidataria si dovesse impegnare ad assistere i pazienti non solo su tutto il territorio nazionale ma anche all’estero, nell’ambito della Comunità Europea, attraverso la propria struttura (diretta e/o convenzionata) e con l’obbligo altresì, in sede di partecipazione alla gara, di allegare anche l’Elenco di tutte le filiali e/o i centri operativi ai quali gli aventi diritti avevano la possibilità di appoggiarsi. Si aggiudicava detta gara una società che tuttavia non aveva depositato detto elenco in maniera completa ed esaustiva, ragion per cui la seconda classificata faceva ricorso, a cui replicava l’aggiudicataria sostenendo come il possesso di filiali e/o centri operativi all’estero non fosse un requisito essenziale e che, come tale, non potesse essere richiesto a pena d’esclusione.

Il Consiglio di Stato, intervenuto sul punto, con una motivazione molto puntuale “nel merito” parte dal presupposto che l’ossigenoterapia domiciliare è un trattamento che consente di compensare le insufficienze respiratorie acute o croniche attraverso la somministrazione di ossigeno medicinale direttamente a domicilio del paziente e che, pertanto, detto tipo di servizio costituisce una terapia “insostituibile”, che non può essere sospesa per alcun motivo; proprio in ragione di tale specifica natura, quindi, la mancanza di centri di appoggio all’estero deve considerarsi un requisito assolutamente essenziale e come pertanto le condizioni tecniche richieste in gara (Elenco di filiali e/o centri operativi nella Comunità Europea) è da intendersi quale condizione minima ai fini partecipativi, la cui carenza non poteva che comportare conseguentemente la corretta non ammissione alla procedura de qua.

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