T.A.R. Lecce, II°, 1/3/2013, n., 458

All’esito di una gara d’appalto indetta dall’ASL di Taranto la cooperativa Alfa si aggiudicava il servizio di gestione di 7 R.S.A. ma successivamente, con atto di cessione di ramo d’azienda, la medesima cooperativa cedeva il ramo d’azienda comprendente anche detto contratto d”appalto alla cooperativa Beta, che quindi richiedeva all’ASL Taranto l’autorizzazione al subentro nel suddetto contratto.
Si opponeva a detto provvedimento la seconda classificata, lamentando la mancanza dei requisiti economico-finanziari in capo alla subentrante cooperativa Beta, ma il TAR Lecce, prima di entrare nel merito della vicenda, ha dovuto verificare la sussistenza della propria giurisdizione relativamente alla questione che involge la modifica di condizioni contrattuali. L’art. 116 D.Lgs.n. 163/2006 infatti, in materia di modifiche soggettive al soggetto esecutore di un contratto, non prevede alcuna attività valutativa in capo alla P.A. contraente, che si deve dunque limitare a verificare il possesso (o meno) dei requisiti in capo al nuovo cessionario in termini assolutamente oggettivi, ragion per cui tale valutazione, proprio in quanto priva di qualsivoglia connotazione valutativa, non può ricadere nella giurisdizione del giudice amministrativo, dovendo ritenersi di competenza quindi di quello ordinario.
Deve infatti appartenere alla giurisdizione del giudice ordinario la valutazione circa la legittimità del comportamento di una Pubblica Amministrazione successivo alla conclusione di un contratto con l’aggiudicataria che ha poi ceduto il ramo d’azienda comprendente anche il contratto stipulato con detta P.A., al fine di stabilire se detto subentro nell’appalto sia opponibile o meno alla stessa P.A..

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