Consiglio Stato, III°, 7/5/2013, n. 2477

L’Azienda Sanitaria Locale di Torino 1 si è rivolta al mercato per cercare la disponibilità al convenzionamento del servizio di trasporto pazienti, riservando tuttavia tale richiesta alle sole associazioni di volontariato nonché alla Croce Rossa Italiana. Una società del settore-trasporti ha contestato detta modalità d’affidamento ritenendo, in primo luogo, non affidabile in convenzione tale tipo di servizio in quanto relativo ad un “trasporto pubblico” – che, conseguentemente, dev’essere aggiudicato tramite gara pubblica – nonché, in secondo luogo, valutando non corretta la limitazione partecipativa alle sole associazioni no-profit, trattandosi di un servizio a titolo oneroso.

Respinto il ricorso dal TAR Torino, è stato interposto appello ed il Consiglio di Stato ha colto l’occasione per chiarire innanzitutto come la particolare tipologia dei trasportati (pazienti dializzanti non deambulanti) faccia “prevalere” il profilo socio-sanitario di detto servizio rispetto a quello del mero “trasporto pubblico”, rendendo di conseguenza applicabile l’art. 20 del Codice appalti, che disciplina l’affidamento dei servizi dell’Alleg. II B (tra cui s’annoverano quelli socio-sanitari), senza l’obbligatorietà (quindi) di una vera e propria gara.

Da ciò ne discende quindi la facoltà, in capo alla P.A. appaltante, di prevedere l’affidamento anche solo ad una particolare tipologia di operatori, tra cui appunto le associazioni di volontariato e gli enti non-profit in generale e, per tutti questi motivi, il Consiglio di Stato ha quindi confermato la legittimità dell’operato dell’ASL Torino 1.

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La redazione di Appalti&Sanità

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