a cura dell’avv. Andrea Stefanelli

Consiglio Stato, sez. III°, 24/5/2013 n. 2842

Interessante pronuncia del Consiglio di Stato relativa all’affidamento dell’A.S.L. di Potenza del contratto di global service per la manutenzione degli impianti tecnologici della struttura sanitaria alla società aggiudicataria della convenzione CONSIP, che si era vista impugnare detto affidamento dalla precedente affidataria del medesimo servizio presso l’ASL di Potenza.

Il TAR Basilicata aveva accolto il ricorso di quest’ultima ritenendo sussistere un interesse economico della stessa Amministrazione ad indire una nuova gara anziché affidarsi alla convenzione CONSIP, che risultava sottoscritta ormai da qualche anno (e quindi , presumibilmente, ad un prezzo oggi non piu’ competitivo).

Il Consiglio di Stato parte dalla considerazione secondo cui la manutenzione del patrimonio aziendale può essere gestita in proprio, oppure affidata a terzi – scelti secondo le procedure concorsuali – o, infine, aderendo al sistema centralizzato delle convenzioni stipulate da CONSIP, in cui non vengono messe in discussione le regole dell’evidenza pubblica (in quanto si sono svolte “a monte”).

L’ASL di Potenza, nel momento in cui ha aderito alla convenzione CONSIP, si è mossa nel pieno rispetto di una precisa prescrizione di legge (art. 1, commi 449, 450  e 455 L.n. 296/2006), in cui il Legislatore ha privilegiato l’utilizzo delle convenzioni anziché consentire l’indizione di nuove gare, circostanza su cui si fonda l’intero sistema delle gare centralizzate e delle convenzioni delle centrali di committenza, che perderebbe la loro stessa ragion d’essere se residuasse la possibilità per le singole PP.AA. di poter indire nuove gare anziché essere vincolate all’utilizzo delle convenzioni in essere.

Da questo quadro normativo ne consegue come la motivazione di carattere economico, che ha mosso il primo giudice a ritenere consentita l’indizione di una nuova gara da parte dell’ASL al fine poter (forse) ottenere un prezzo “migliore” rispetto a quello della convenzione CONSIP, risulta completamente destituita di fondamento, anche perché la ricorrente si è limitata a contestare genericamente l’antieconomicità della convenzione in essere, senza formulare tuttavia alcuna offerta alternativa.

E qui il Consiglio di Stato “si lascia andare” ad una stimolante considerazione laddove afferma che, qualora al contrario la P.A. avesse ricevuto un’offerta concreta, ecco allora che si sarebbe potuto discutere “se ed a quali condizioni ed entro quali limiti l’ente committente sia autorizzato, o addirittura tenuto, a disattendere la convenzione-quadro nel momento in cui riceve una proposta alternativa [.] significativamente piu’ vantaggiosa”.

Nel concreto tuttavia, posto come ciò non sia avvenuto, l’ASL di Potenza ha correttamente operato aderendo alla convenzione  CONSIP in essere.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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