Deliberazione Corte dei Conti – sez. regionale controllo per l’Emilia Romagna 27/5/2015 n. 106/PAR

La disciplina in materia di vincoli alla spesa di personale per gli enti locali e per gli organismi partecipati (società, aziende speciali, istituzioni, aziende dei servizi alla persona) ha subito un’evoluzione legislativa (art. 1, comma 557, l. n. 147/2013 e art. 4, comma 12-bis, d.l. n. 66/2014, entrambi intervenuti sull’art. 18, comma 2-bis, d.l. n. 112/2008) che ha avuto evidenti ripercussioni anche sulle soluzioni interpretative fornite in precedenti pareri.

In relazione al primo quesito posto […se, stante la mancanza di personalità giuridica delle istituzioni ex art. 114 comma 2 TUEL, nel caso di creazione di nuova istituzione, la deroga prevista dall’art. 18.2 bis DL 25 giugno 2008, n. 112 garantisca alla stessa di poter assumere personale “proprio”, irrilevante ai fini dell’art. 1 comma 557, 557 bis e 557 quater della Legge 296/2006, fermo restando l’obbligo di continuare a computare nella spesa di personale del Comune quella relativa ai dipendenti transitati dal Comune all’istituzione…], la Sezione ritiene che l’istituzione operante nei cd. settori sensibili – servizi socioassistenziali, educativi, scolastici e per l’infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e farmacie – che decide di assumere nuovo personale possa applicare la disposizione contenuta nell’articolo 18, comma 2-bis, d.l. n. 112/2008, in quanto pienamente rientrante nell’ambito di applica zione soggettivo della norma. La circostanza che l’istituzione non ha personalità giuridica, come previsto dall’art. 114, comma 2 TUEL, determina quale unica conseguenza che l’instaurazione del rapporto di lavoro del personale avviene con l’ente locale di riferimento, ma la relativa spesa verrà rappresentata contabilmente nel bilancio dell’istituzione, avendo quest’ultima 5 autonomia contabile e di bilancio ai sensi dell’art. 114, commi 2 e 4, TUEL. Viceversa, il Comune dovrà computare nella propria spesa di personale la quota relativa al personale alle sue dipendenze, ma occupato presso l’istituzione, ai fini del rispetto delle disposizioni contenute nell’articolo 1, commi 557, 557-bis, e 557-quater, l. n. 296/2006.

In relazione al secondo quesito posto […2) se la spesa per il personale dell’istituzione trasferito o di nuova assunzione, per la quota finanziata con le somme ricevute dalla Regione a titolo di Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, sia esclusa dal computo della spesa di personale del Comune.”…], la Sezione, in applicazione del principio di diritto espresso nella delibera della Sezione delle autonomie n. 21/SEZAUT/2014/QMIG cui è tenuta ad uniformarsi ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6, comma 4, d.l. n. 174/2012 e s.m.i., evidenzia che la spesa di personale finanziata con risorse del “Fondo per la non autosufficienza” non può essere esclusa dal computo della spesa di personale del Comune, trattandosi di risorse regionali e non di risorse dell’Unione Europea o di privati, uniche fattispecie che, ai sensi della richiamata delibera, possono essere escluse dal computo. Ne consegue che l’orientamento espresso da questa Sezione nella delibera n. 282/2011/PAR deve ritenersi superato

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