Ordinanza T.A.R. Roma, III-quater 19/6/2013, n. 2426

La Regione Lazio ha indetto una procedura, suddivisa in lotti, per l’acquisizione del servizio di pulizia, sanificazione, consegna e trasporto per tutte le aziende sanitarie regionali ed una società, partecipante ai soli lotti n. 2 e 9 – e peraltro giunta al nono e quarto posto nelle graduatorie dei rispettivi lotti – ha deciso d’impugnare l’intera procedura formulando molteplici motivi di ricorso, fra cui il piu’ “innovativo” è certamente quello che concerne la mancata apertura dei plichi contenenti le campionature in seduta pubblica.

Sulla scorta infatti dell’ormai nota posizione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio (28/7/2011, n. 13) secondo cui anche le buste tecniche devono venir aperte in seduta pubblica, la ricorrente lamenta che nella gara in questione ciò non si sia verificato per quanto concerne la campionatura e che, per tale motivo, l’intera procedura deve essere annullata.

Il Tar Lazio, partendo dal tenore della disciplina speciale della gara de qua, giunge invece alla conclusione che siccome detta lex specialis non consideri affatto la campionatura come una parte dell’offerta tecnica e tenuto conto altresì come non solo il Codice appalti, ma nessun’altra normativa in materia preveda una specifica disposizione al riguardo, per tal motivo non si può estensivamente applicare anche alla “presa in consegna” delle campionature richieste in una gara i medesimi vincoli di pubblicità oggi imposti alla fase d’apertura delle buste tecniche, a tutela della trasparenza e correttezza del procedimento ad evidenza pubblica.

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La redazione di Appalti&Sanità

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