[Cons.Stato, III°, 24/9/2013, n. 4711]

Nel giudizio avanti il Consiglio di Stato promosso da un raggruppamento temporaneo giunto secondo nella gara indetta dall’Azienda ULSS n. 5 Ovest Vicentino (quale capofila delle Aziende Sanitarie n. 3, 4, 5 e 6 della provincia di Vicenza) per l’affidamento del servizio di pulizia il supremo giudice amministrativo ha avuto modo di precisare, relativamente al 7° motivo d’appello sollevato, come la società capogruppo di un’a.t.i. debba possedere, ai termini di legge, i requisiti di partecipazione in misura maggioritaria e non in termini assoluti.

La questione sollevata dall’appellante era relativa al fatto che nel raggruppamento aggiudicatario la mandataria avesse un fatturato inferiore rispetto a quello della mandante e che ciò rappresentasse una violazione delle disposizioni di cui all’art. 95, comma 2° D.P.R. n. 554/99, oggi trasfuso nell’art. 275, comma 2° ultima alinea D.P.R. n. 207/2010.

Secondo il Consiglio di Stato tale contestazione non ha pregio, in quanto la norma dispone che “La mandataria [.] deve possedere i requisiti ed eseguire le prestazioni in misura maggioritaria” e ciò dunque significa che il possesso dei requisiti “in misura maggioritaria”, da parte della mandataria, dev’essere riferito alla sua quota di partecipazione all’associazione temporanea e non in relazione ai valori “assoluti” di detti requisiti rispetto a quelli delle altre associate.

In altri termini la capogruppo, nel caso in questione, doveva possedere il fatturato sufficiente a potersi intestare la quota maggioritaria di partecipazione alla gara e svolgere, di conseguenza, le relative prestazioni rispetto al valore complessivo dell’appalto, ciò indipendentemente dal fatto che poi il suo fatturato complessivo risultava inferiore rispetto a quello della mandante; se così non fosse, infatti, si creerebbe un illegittimo vincolo restrittivo al mercato, con la necessaria “nomina” a capogruppo solo ed esclusivamente delle imprese di maggiori dimensioni.

Vedi:

Il testo integrale della sentenza del Consiglio di Stato, sez. III, del 24/9/2013, n. 4711

 

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