[A.V.C.P 23/4/2013, n. 63]

L’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha rilasciato un’importante parere su una clausola che spesso s’incontra negli appalti di servizi socio-sanitari e che impone l’obbligo, al futuro aggiudicatario, di dover “assumere” – le modalità occupazionali dipendono poi dal tipo di contratto “uscente” (se soci di cooperative, co.co.pro. oppure interinali ecc.) – i lavoratori del precedente affidatario, ovviamente nel caso in cui detti lavoratori accettino.

La questione si poneva sotto un molteplice aspetto, in primo luogo se la stazione appaltante avesse il potere di fissare una condizione convenzionale nel futuro appalto (figura contrattuale che, come noto, vuole l’appaltatore accollarsi l’onere d’adempimento attraverso l’utilizzo di beni propri ed a suo totale rischio), dall’altro se tale clausola potesse essere una condizione di “partecipazione” oppure di mera “esecuzione”.

Partendo da questo ultimo profilo l’AVCP ha innanzitutto chiarito come, ai fini della sua validità, la clausola cd. “sociale” possa essere intesa come un espresso obbligo solo in fase esecutiva in quanto, in caso contrario (ovvero se valesse in fase partecipativa), detta rappresenterebbe un indebito favor per il precedente aggiudicatario, risultando dunque discriminatoria e gravemente limitativa della libera concorrenza, mentre, per quanto concerne la possibilità d’imporre detto obbligo d’assunzione, l’Autorità ritiene che, in applicazione dell’art. 2, comma 2°  D.Lgs.n. 163/2006, sia possibile derogare ai principi di libertà partecipativa a fronte della salvaguardia di interessi primari, fra i quali ben figurano le esigenze sociali di mantenimento dei livelli occupazionali (a maggior ragione in momenti di crisi come questi).

Pertanto le clausole che possono incontrarsi in un bando di gara e che impongono al futuro appaltatore l’obbligo di assumere il personale uscente sono, secondo l’Autorità di Vigilanza, perfettamente legittime e compatibili con i principi del Trattato CE, che privilegia appunto i principi sociali rispetto a quelli economico.-imprenditoriali.

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La redazione di Appalti&Sanità

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