[Consiglio di Stato, 1/10/2013, sez. III° n. 4873]

L’ASL di Lecce indice una procedura aperta per l’affidamento del servizio di sorveglianza per tutti i presidi ospedalieri ed aziendali, da aggiudicarsi al prezzo piu’ basso rispetto alle “tariffe di legalità”  e “senza tener conto delle fasce d’oscillazione stabilite dal vigente Decreto Prefettizio”  (Disciplinare di gara), mentre il Capitolato stabilisce che le offerte dovevano andare indicare in cifra ed in lettera quale “percentuale praticata sulla tariffa oraria in vigore stabilita dalla Prefettura di Lecce” (€ 20,18/h)

Posto come la tariffa di legalità in vigore per la Provincia di Lecce ammontava ad euro 21,70 /h, con una fascia d’oscillazione pari al 7% (tale da determinare l’importo minimo di euro 20,18/h), per come risultava contraddittoriamente redatta la lex specialis si riscontrava pertanto la presenza di offerte che applicavano ribassi sulla tariffa massima (€ 21,70) ed altre che invece scontavano quella minima (€ 20,18).

Impugnata così l’aggiudicazione, con ricorso accolto, la società in precedenza aggiudicataria interponeva allora appello ed il Consiglio di Stato, decidendo sul punto, ha precisato come stante l’evidente errore nella formulazione della stessa disciplina speciale di gara (con indicazione di due diversi “prezzi” su cui applicare le percentuali di ribasso offerte), nel caso di specie non è legittimo disporre alcuna esclusione a carico delle offerente, dovendo al contrario consentirsi l’applicazione tanto dell’art. 1430 cod.civ. che dell’art. 119, D.P.R. n. 207/2010.

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