a cura dell’avv. Andrea Stefanelli

[Corte Costituzionale 3/7/2013, n. 186]

 

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illeggittimità costituzionale dell’art.1, comma 51 della “Legge di stabilità 2011” che prevedeva, nei confronti delle Regioni commissariate (in quanto già sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario), come non potessero essere intraprese o proseguite azioni esecutive fino al 31/12/2011 ai danni delle AA.SS.LL. o delle Aziende Ospedaliere, termine successivamente  prorogato dal  cd. “decreto Balduzzi” (D.L. 158/2012) fino al 31/12/2013, peraltro divietando anche l’adozione dei giudizi di ottemperanza amministrativo a carico delle medesime amministrazioni debitrici.

In data 10 maggio u.s. si è già trattato, su questa Rivista, della “Disciplina delle Regioni sottoposte a piani di rientro dal deficit finanziario”, a cui pertanto si rimanda per ogni relativo approfondimento.

Con la pronuncia in commento la Corte Costituzionale, investita della questione da ben 7  ordinanze del TAR Salerno e del Tribunale di Napoli, che censuravano tutte le suindicate norme in quanto introducevano disposizioni che da un lato negavano al creditore la piena soddisfazione dei propri diritti (in violazione dell’art. 24 Cost.), dall’altro ponevano la parte pubblica in una posizione d’ingiustificato privilegio, incidendo anche sulla ragionevole durata del processo (e quindi violando l’art. 111 Cost.), ha ritenuto fondate le censure, dichiarandone di conseguenza l’incostituzionalità.

Le ragioni di tale pronuncia risiedono sul presupposto che gli interventi legislativi contestati, lungi dal ritenersi giustificati da particolari esigenze transitorie nonchè valevoli (solo) per un ristretto arco temporale, hanno al contrario finito col prevedere  (anche a seguito della proroga previsto dal recente decreto Balduzzi) una situazione di prolungata “impunità” a favore delle amministrazione sanitarie rispetto ai loro obblighi di pagamento dei debiti contratti, giungendo addirittura a prevedere l’estinzione delle procedure esecutive già intraprese a loro carico e senza che, di contro, vi fosse alcuna previsione di disposizioni “di carattere sostanziale” volte a dare soddisfazione ai legittimi diritti ed interessi dei creditori di dette aziende sanitarie ed ospedaliere.

Per questo motivo la disposizione contestata vanificava gli effetti della tutela giurisdizionale già ottenuta da parte dei creditori delle AA.SS.LL., determinando una posizione d’illegittimo sbilanciamento a loro favore e senza garantire, “per altra via, che non sia quella della esecuzione giudiziale”, il loro legittimo diritto di avere piena soddisfazione economica dopo aver già spesi soldi e tempo per ottenere una condanna giudiziaria.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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