Corte Costituzionale 5/5/2014, n. 110

E’ stata dichiarata incostituzionale la legge della Regione Calabria 29/3/2013, n. 12 (Provvedimenti per garantire la piena funzionalità del Servizio Sanitario Nazionale) nella parte in cui dispone la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti di lavoro a tempo indeterminato del personale non dirigenziale delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere regionali, in quanto la Calabria è una delle regione sottoposte al piano di rientro per il disavanzo in ambito sanitario.

Con la Legge Finanziaria 2005 e con la successiva Intesa Stato-regioni 23/3/2005 (vedasi Newsletter 10/5/2013) erano stati introdotti adempimenti in capo alle regioni con un bilancio sanitario in deficit, mentre con la successiva Legge Finanziaria 2010 era stato fissato al 5% lo standard dimensionale del disavanzo sanitario regionale (nel rapporto con il finanziamento ordinario e con le maggiori entrate proprie sanitarie); nel caso poi d’eventuale superamento di detto standard la regione in deficit sarebbe stata commissariata ed obbligata a presentare un “Piano di rientro” triennale, che prevedeva, tra le altre misure di contenimento della spesa sanitaria, anche il blocco delle assunzioni e del turnover.

In questo contesto la regione Calabria, da tempo commissariata per le ragioni di cui sopra, ha promulgato la Legge n. 12/2013 che prevedeva la trasformazione del personale assunto a tempo determinato in personale a tempo indeterminato, con ciò violando le norme di contenimento e razionalizzazione della spesa sanitaria, oltre che menomare le funzioni ed i compiti del Commissario ad acta.

In altri termini la legge regionale non solo rappresenta un evidente ostacolo al contenimento del deficit sanitario affidato al Commissario, ma dal momento che questi è stato nominato proprio all’esito dell’accertamento di una palese inerzia degli organi regionali in merito a detta opera di riduzione della spesa in ambito sanitario, il compito del Commissario ad acta è proprio quello di ripristinare le condizioni economiche necessarie a far si che la Regione sia in grado di erogare quei livelli essenziali di prestazioni concernenti il diritto fondamentale alla salute (art. 32 Cost.).

Per questo motivo, quindi, “le funzioni amministrative del Commissario [.] devono essere poste al riparo da ogni interferenza degli organi regionali” (Corte Cost. n. 28/2013), e questa è la ragione per cui la Corte Costituzionale ha ritenuto la legge regionale Calabria 29/3/2013, n. 12 in violazione dell’art. 117, comma 3° della Costituzione.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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