T.A.R. Roma, III, 24/4/2013,n 4124

La C.R.I. ha affidato con procedura negoziata senza pubblicazione del bando la fornitura di un’unita di terapia intensiva ”shelterizzata”, motivandola sul presupposto che il Ministero della Difesa avesse aggiudicato – con gara regolare – analoga fornitura nell’anno 2009 e come detta unità intensiva dovesse essere utilizzata dalla Croce Rossa nell’ambito dei teatri internazionali di guerra, con la necessità quindi di un’assoluta interscambiabilità con le altre unità del Ministero, aggiungendo poi come il personale della Difesa non sarebbe stato in grado di utilizzare uno shelter di tipo diverso da quello già in sua dotazione. Impugnava tale affidamento una società del settore, che aveva richiesto alla C.R.I. di partecipare ad una gara eventualmente indetta per l’affidamento di detta fornitura ed il TAR Lazio, con una sentenza riccamente motivata, gli ha dato ragione, dichiarando inefficace il contratto da oltre 1 milione di euro stipulato dalla Croce Rossa.

Sottolinea in primo luogo il Collegio come la P.A. appaltante non abbia dimostrato in alcun modo le ragioni tecniche che giustifichino l’applicazione dell’art. 57, comma 2, lett. b) D.Lgs.n. 163/2006, né come altre unità di terapia intensiva (di altri produttori) abbiano caratteristiche tecniche differenti rispetto a quelle acquistate senza gara, ma neppure che gli operatori della sanità militare non siamo in grado di utilizzare altri shelter diversi da quelli che hanno già in dotazione; in altri termini la C.R.I. ha sostenuto una “oggettiva impossibilità” di affidare la fornitura ad altro operatore, mentre, in realtà si tratterebbe di una mera “inopportunità”, che la normativa tuttavia non valuta affatto sufficiente per giustificare un affidamento diretto.

Al contrario il Codice appalti stabilisce come la procedura negoziata senza bando rivesta carattere di assoluta eccezionalità rispetto all’obbligo di indire pubbliche gare e come l’eventuale mancanza di alternativa ad un acquisto “diretto” debba essere fattivamente dimostrata dalla P.A. appaltante, attraverso un’obbligatoria indagine preventiva di mercato, svolta anche in ambito europeo (vedasi Cons.Stato, n. 2404/2011), tutte prove che la Croce Rossa Italiana non ha minimamente fornito nella delibera d’aggiudicazione, ragion per cui il contratto d’acquisto stipulato deve essere correttamente annullato.

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La redazione di Appalti&Sanità

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