L’art. 41 del Codice appalti, comma 1° lett. c), prevede che la P.A. appaltante possa chiedere ai concorrenti un “fatturato globale” dell’impresa nonché uno specifico “relativo ai servizi o forniture nel settore oggetto della gara”, entrambi relativi all’ultimo triennio prima dell’indizione della procedura.

Ciò significa che mentre il fatturato “globale” attiene alla dimostrazione della capacità economica-finanziaria del concorrente in termini generali, quello “specifico” diversamente deve dimostrare come il medesimo abbia svolto servizi o fornito beni propri di quello specifico settore cui attiene l’oggetto della gara.

Tant’è che detto fatturato “specifico” si avvicina molto ad un requisito tecnico, quasi fosse la “summa” di quanto previsto dal successivo art. 42, ove si chiede “l’indicazione degli importi, delle date e dei destinatari [.] delle principali forniture [.] negli ultimi tre anni”.

Proprio sulla differenza fra fatturato generico e specifico è intervenuto il Consiglio di Stato con la sentenza in commento, in cui viene precisato come il “settore oggetto di gara” debba correttamente riferirsi al “solo” fatturato specifico.

L’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria (ARES 118) ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria, meccanica ed elettronica, nonchè per gli interventi di carrozzeria e sulla cellula sanitaria d’ambulanze ed automezzi adibiti al soccorso sanitario regionale 118.

Tra i requisiti di partecipazione era richiesto il possesso di un fatturato globale nel triennio precedente pari a 5 volte l’importo di gara, nonché un fatturato specifico, sempre nel precedente triennio, pari all’importo di gara medesima.

Delle due concorrenti in gara una veniva però esclusa in quanto priva del fatturato relativo ad interventi, nel triennio 2009-2011, specificamente relativi alla “cellula sanitaria”, per cui detta società impugnava la propria esclusione ma il TAR le dava torto, sostenendo come la generica dimostrazione di un fatturato relativo alla (sola) manutenzione ordinaria e straordinaria d’automezzi non soddisfaceva compiutamente il requisito richiesto in gara in quanto, in caso contrario, non sussisterebbe alcuna differenza fra il fatturato generico e quello specifico.

Interposto appello, il Consiglio di Stato tuttavia ha ritenuto di confermare la sentenza di 1° grado  argomentando come, sebbene le ambulanze presentino caratteristiche che le accomunano anche ad altri automezzi, ciònondimeno possiedono anche peculiarità che invece le differenziano sostanzialmente, tra cui certamente la carrozzeria, l’impianto elettrico ma, soprattutto, la cd. “cellula sanitaria”, e stante quindi dette peculiarità, è allora legittimo che la P.A. appaltante richieda una pregressa esperienza nel campo della sua specifica manutenzione ordinaria e straordinaria (della cellula sanitaria), che non si rinviene affatto in tutti i soggetti che svolgono servizi di manutenzione su automezzi “generici”.

Quanto poi alla circostanza che una richiesta così specifica abbia portato alla partecipazione di due sole concorrenti (di cui peraltro una è stata esclusa proprio per la mancanza di detta referenza), ciò non rappresenta di per sè motivo d’illegittimità di tale requisito, la cui proporzionalità e correttezza andavano tutt’al piu’ contestate fin dall’inizio della procedura, ragion per cui la contestazione mossa ora, in sede d’appello, non può che dimostrarsi palesemente tardiva.

Per tutti detti motivi il Consiglio di Stato ha dunque confermato la distinzione fra fatturato generico e specifico e ne ha connotato la diversità proprio in ragione della diretta correlazione che il fatturato specifico deve avere rispetto allo specifico oggetto della gara che, qualora sia rappresentato da piu’ beni o servizi, deve allora essere congruamente dimostrato per ciascuno di detti, in modo da consentire alla P.A. di sottoscrivere un contratto con un soggetto effettivamente dotato di un’esperienza sui ogni singolo aspetto del servizio e/o fornitura oggetto di gara.

ALLEGATO:
Consiglio di Stato, sez. III°, 10/11/2014, n. 5507

 

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

Scrivi un Commento

*