Consiglio Stato III 22/10/2013, n. 5127

La società Kodak spa si era aggiudicata la gara per la fornitura di pellicole radiografiche indetta dall’AULSS 9 del Veneto in quanto, a seguito del chiarimento inoltratole dalla stazione appaltante relativamente alla voce “assistenza tecnica” – che, nella sua Relazione tecnica, veniva indicato in 12 ore quale tempo minimo d’intervento – precisava invece come, correttamente, dovessero essere considerate 4 ore di pronto intervento, come indicato nell’offerta tecnica.

A seguito di detto chiarimento, che comportava a Kodak l’assegnazione di punti 6 (mentre all’altra concorrente venivano assegnati 3 punti, avendo indicato 8 ore), detta società si vedeva affidata la fornitura in ragione di uno scarto di punteggio (rispetto all’altra sola concorrente) di 0.43 punti.

Impugnata l’aggiudicazione, nonchè accolto il ricorso della seconda graduata, l’Azienda Unità Locale Socio-sanitaria 9 provvedeva allora ad interporre appello ed il Consiglio di Stato, dovendo decidere sulla “prevalenza” della Relazione Tecnica rispetto all’Offerta Tecnica della Kodak (documenti entrambi comunque presentati in sede di gara), ha colgo l’occasione per svolgere un’importante ricognizione dell’istituto del “soccorso istruttorio”, nonché per precisare la differenza fra i chiarimenti e l’integrazione documentale.

Esiste infatti una distinzione ben netta fra l’attività di “chiarimento” e quella d’“integrazione documentale”, trattandosi la prima di una specificazione relativa a dati ed informazioni già  presenti in gara, mentre la seconda da intendersi come la produzione di documenti nuovi che, sebbene volti ad integrare quelli già presenti nel procedimento, rappresentano comunque fatti ed elementi di novità rispetto alla documentazione già in essere.

Nel caso quindi in cui la produzione documentale sia volta a colmare una iniziale incompletezza ed adeguatezza dell’offerta, tale per cui il nuovo deposito consente al concorrente i qualche modo di “modificare” la propria partecipazione alla gara, detta attività deve ritenersi non consentita (in quanto contraria alla par condicio competitorum) mentre al contrario, nel caso in cui il concorrente si limiti a precisare il contenuto della propria offerta  – magari anche attraverso una produzione documentale – che comunque risulti conforme, sin dal principio (e nella realtà dei fatti), a quanto richiesto dalla lex specialis, in tal caso allora si configura quel “chiarimento” da ritenersi certamente ammissibile.

Anzi, laddove si tratti di chiarire il contenuto di un atto già tempestivamente prodotto, tale attività non solo è da ritenersi consentita ma anzi è dovuta nel senso che la stazione appaltante, in omaggio all’art. 46 del Codice appalti, è tenuta a richiedere quell’integrazione tale da rendere conforme l’offerta a quanto richiesto dalla disciplina di gara (Cons.Stato, III° n. 4039 e 4370/2013 e V° n. 1122/2013).

Ala luce quindi di tale considerazioni, dunque, il Consiglio di Stato ha ritenuto che essendo già presente in gara il “dato” relativo alle 4 ore di intervento minimo offerto dalla concorrente, nessuna modifica alle sue condizioni partecipative è stata consentita dalla P.A. appaltante a Kodak, che dunque si è legittimamente aggiudicata la gara in questione.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

Scrivi un Commento

*