T.A.R. Puglia – Bari – Sezione II – Ord 31 maggio 2013 n. 290 – accoglimento richiesta di sospensiva

Nel marzo del 2013 il Direttore Generale della ASL Ba emanava una delibera (n. 457 del 18.3.2013) con cui metteva in gara  l’affidamento del servizio di consegna e ritiro a domicilio degli ausili protesici per disabili di cui a tutti gli elenchi 1, 2 e 3 del D.M. 332/99, nonché lo stoccaggio temporaneo, riparazione, manutenzione, ricondizionamento, sanificazione, inventario ed informatizzazione degli stessi di proprietà dell’ ASL e dati in comodato d’uso agli assistiti aventi diritto, residenti nei distretti della ASL.

La delibera veniva impugnata dalla FIOTO (e da numerose altre ortopedia private) per violazione del DM 332/’99 contenente il Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Il Tar Puglia accoglie la richiesta di sospensiva presentata dai ricorrenti e sospende la gara.

In effetti la disciplina – seppur di nicchia – è molto chiara.

Si coglie quindi l’occasione per un riepilogo.

In attuazione dell’art. 8 –sexies comma 7 del DLgs 502/’92 (come modificato dal D.Lsg 229/’99) il Ministero della Salute emanava il DM 332/’99 recante il regolamento per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, nonché le relative modalità di erogazione e tariffe.

Nell’ambito del suddetto DM i dispositivi protesi ed ausili sono divisi in tre categorie:

– i dispositivi (protesi, ortesi e ausili tecnici) costruiti su misura per uno specifico paziente ed i dispositivi realizzati in serie che necessitano però di specifica personalizzazione eseguite da un tecnico abilitato su prescrizione di un medico specialista (art. 1 comma 2 DM 332/’99 – Elenco 1);
– i dispositivi (ausili tecnici) di serie la cui applicazione o consegna non richiede l’intervento del tecnico abilitato  (art. 1 comma 3 – Elenco 2);
– gli apparecchi acquistati direttamente dalle aziende unità sanitarie locali (Usl) ed assegnati direttamente in uso ai pazienti (art. 1 comma 4 –     Elenco 3);

Pacifico quindi che i dispositivi di cui all’Elenco 1 sono protesi ed ausili realizzati ad hoc per un singolo paziente o comunque personalizzati in ragione del soggetto che dovrà utilizzarli per i quali è necessario l’intervento di un professionista sanitario i dispositivi di cui agli Elenchi 2 e 3 sono invece dispositivi in serie.

Tale diversità ha comportato una diversa scelta normativa circa   procedure, modalità e tariffe per la fornitura delle diverse tipologie di dispositivi.

Infatti

1) relativamente ai dispositivi di cui all’elenco 1

il DM stabilisce che i tali dispositivi vengono forniti ai pazienti tramite tecnici ortopedici iscritti nella banca del Ministero della Salute oppure aziende che siano in grado di dimostrare di avere un tecnico ortopedico come dipendente o a contratto che assicuri la presenza continuativa (art. 3 comma 1 del DM).

Circa le tariffe l’art. 8 comma 1 stabilisce che le regioni devono fissare il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel proprio territorio ai soggetti erogatori sopra indicato: tale importo deve essere definito all’interno di un intervallo di variazione che deve essere compreso tra il valore delle tariffe indicate nello stesso elenco 1 e una  riduzione di tale valore non superiore al 20% (art. 8 comma 1).

2) relativamente ai dispositivi di cui agli allegato 2 e 3

il DM stabilisce diversamente che la fornitura può avvenire tramite contratti d‘appalto stipulato con i fornitori che risultano aggiudicatari di pubbliche gare d’acquisto (art. 3 comma 4), in base a prezzi anch’essi determinati tramite procedure ad evidenza pubblica (art. 8 comma 2).

In sostanza per i dispositivi dell’Elenco 1, proprio in ragione della necessaria presenza di un professionista sanitario che deve realizzare o personalizzare il dispositivo, si stabilisce una erogazione in regime di indiretta che salvaguardi da una parte il principio della libera scelta del paziente circa il fornitore e dall’altra un tetto minimo di tariffazione (ribasso non oltre al 20%) che garantisca la qualità del dispositivo prodotto.

Al contrario per i dispositivi di cui agli elenchi 2 e 3 sia il fornitore che il prezzo vengono stabiliti tramite pubblica gara, senza specifici limiti legislativi.

Alla luce di quanto sopraesposto appare quindi chiaro che non è possibile – come effettuato dalla ASL di Bari e peraltro da altre ASL – indire una gara per la fornitura di tutti gli ausili dei tre diversi elenchi

Sul punto peraltro è già intervenuto anche il TAR NAPOLI, IV° n. 9418 /2008 che in caso identico a quello sopra segnalato.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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