La sentenza in commento merita rilievo per la posizione assunta dal Consiglio di Stato in merito alla rilevanza di un parere dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici sulla controversia in questione, che non risultava decisa dal T.A.R. periferico avanti cui era stata impugnato l’esito di una gara.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria aveva infatti indetto una procedura per la fornitura quadriennale d’ausili per incontinenti ex elenco 2 D.M.n. 332/1999 presso il domicilio dell’assistito e, nel corso dell’esperimento di gara, una concorrente aveva chiesto un parere all’AVCP sulla mancata preventiva assegnazione dei punteggi ai sub-criteri di valutazione qualitativi, che non risultavano in alcun modo previsti in lex specialis.

L’Authority dava riscontro a tale richiesta segnalando come effettivamente la disciplina speciale, pur specificando il punteggio minimo e massimo da assegnare ad ogni sub-criterio valutativo, non forniva tuttavia alcuna griglia d’assegnazione-punteggi né indicava una “gradualità” per ogni criterio/sub-criterio previsto, cui replicava l’A.S.P. sostenendo al contrario la correttezza del proprio operato.

In ogni caso l’amministrazione appaltante predisponeva una griglia di valutazione/punteggio in corso di gara, in forza della quale esplicitava il valore numerario (con “punteggi”) dei giudizi “ottimo”, “adeguato”, “inadeguato” ecc.  che sarebbero stati assegnati durante la procedura.

L’esito della gara veniva comunque impugnato avanti il TAR, che coglieva tuttavia le eccezioni pregiudiziali di tardività del formulato ricorso, non entrando quindi nel merito della controversia.

Interposto appello, il Consiglio di Stato ha invece avuto modo d’affrontare le molteplici doglianze sollevate fra cui, per quanto qui d’interesse, merita segnalazione la decisione assunta dai giudici d’appello relativamente alla contestazione circa la mancata preindividuazione della griglia di “punteggi valutatati”, che da un lato avrebbe favorito l’attività della Commissione giudicatrice nonché, dall’altro, consentito ai concorrenti di conoscere preventivamente gli elementi su cui la C.T. avrebbe basato i propri giudizi.

Nel caso di specie, secondo i giudici d’appello, i parametri (criteri e subcriteri di valutazione) risultavano fin da subito sufficientemente definiti in quanto, a differenza di quanto ritenuto dalla ricorrente-appellante, a ciascuno di detti criteri e subcriteri risultava assegnato un range di punteggio limitato e comunque, in ogni caso, l’Organo tecnico aveva indicato – nelle Schede di valutazione – la specifica motivazione all’assegnazione di ciascuno punteggio.

In tal modo il Consiglio di Stato “supera” la posizione dell’AVCP – che aveva ritenuto non corretto il contenuto del Disciplinare di gara per scarsezza dei punteggi valutativi previsti – in tal modo confermando l’assoluta “non vincolatività” di detti pareri dell’Autorità di Vigilanza, che possono servire alle PP.AA. come posizioni interpretative “possibili” ma che ben possono essere, come nel caso di specie, disattese senza il rischio di vedersi annullata la propria decisione in sede giurisdizionale.

ALLEGATO
Consiglio di Stato, sez. III°, 15/9/2014, n. 4698

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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