[Determina AS1030 del 17/1/2013 pubblicata sul Bollettino Antitrust n. 1 del 2/4/2013]

Come noto la L.n. 135/2012 (cd. 2° Spending review) impone l’obbligo alle Amministrazioni pubbliche di cedere le proprie quote societarie o di scogliere le società a cui risultino affidati – senza gara – servizi o forniture da parte delle medesime PP.AA. partecipanti, con l’unica eccezione nel caso in cui si dimostri di non essere in grado di fare ricorso al libero mercato in maniera utile ed efficiente. L’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Messina ha quindi richiesto all’Antitrust l’autorizzazione a continuare ad affidare taluni servizi “in house” alla propria società partecipata adducendo, quale unica giustificazione, che detta società, avente natura di cooperativa, godeva (per ciò stesso) di un particolare regime di esenzione IVA.
L’Autorità della Concorrenza e Mercato ha tuttavia negato tale autorizzazione sul presupposto che non fosse stato minimamente dimostrato, da parte dell’Azienda Ospedaliera, il tentativo di “consultare” il mercato al fine di trovare eventuali altri operatori in grado di offrire gli stessi servizi alle medesime condizioni (o addirittura migliori) offerti dalla cooperativa attuale appaltatrice.
Da ciò ne consegue, quindi, la necessità di porre termine all’affidamento in house nonché l’obbligo, per l’Azienda Ospedaliera di Messina, d’ora innanzi d’indire una pubblica gara per l’aggiudicazione di quei determinati servizi.

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La redazione di Appalti&Sanità

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