a cura dell’avv. Silvia Stefanelli

Tribunale di Enna; Sentenza n. 252 del 18.05.2013

Veramente senza pace la materia della responsabilità medica.

Non solo è ormai pacifico che si tratti di una sottocategoria del più ampio genus della responsabilità civile retta da regole del tutto autonome, ma oggi dopo il decreto Balduzzi l’altalena giurisprudenziale crea veramente uno stato di confusione negli operatori.

L’ultima sentenza che si commenta è quella del Tribunale di Enna che alla luce della formulazione letterale della norma “sdoppia” la responsabilità: contrattuale quella dell’ospedale e extracontrattuale quella del medico.

Vediamo i fatti.

Una paziente si frattura un polso per caduta accidentale.

Dopo l’applicazione, l’apparecchio gessato, volto alla riduzione della frattura, era stato sostituito per ben due volte e che, persistendo il dolore all’arto, si era sottoposta ad una visita specialistica all’esito della quale le era stata prescritta una terapia chirurgica urgente.

Ciò posto, chiedeva accertarsi la responsabilità civile del medico e dell’ospedale e la condanna dei medesimi al risarcimento del danno non patrimoniale e patrimoniale subito.

Il Tribunale di Enna in sentenza  affronta dunque la questione interpretativa del decreto Balduzzi (Decreto legge n. 158/12 modificata dalla L. n. 189/12).

Dopo aver spiegato la norma, con la dichiarata finalità di intervenire contro il dilagante fenomeno della cosiddetta medicina difensiva, introduce una sorta di esimente speciale nella responsabilità penale medica (sole ipotesi di colpa grave e dolo sempre che siano state osservate le linee guida e buone prassi) affronta il tema della responsabilità civile.

Sul punto così si legge in sentenza:

“………….la struttura della disposizione legislativa, a ben vedere, sembra abbastanza logica, almeno nel suo sviluppo discorsivo: in sede penale, la responsabilità sanitaria è esclusa per colpa lieve (se rispettate le linee guida/buone prassi); in sede civile, invece, anche in caso di colpa lieve, è ammessa l’azione ex art. 2043 c.c. Così facendo, il legislatore sembra (consapevolmente e non per dimenticanza) suggerire l’adesione al modello di responsabilità civile medica come disegnato anteriormente al 1999, in cui, come noto, in assenza di contratto, il paziente poteva richiedere il danno iatrogeno esercitando l’azione aquiliana. Ciò sebbene dai lavori preparatori si evinca come la modifica normativa in questione sia maturata con modalità alquanto lapidarie .

E’ evidente che l’adesione ad un modulo siffatto contribuisce a realizzare la finalità perseguita dal legislatore (contrasto alla medicina difensiva) in quanto viene alleggerito l’onere probatorio del medico e viene fatto gravare sul paziente anche l’onere (non richiesto dall’art. 1218 c.c.) di offrire dimostrazione giudiziale dell’elemento soggettivo di imputazione della responsabilità.

Pertanto, deve ritenersi che il legislatore abbia tracciato una riga orizzontale su tutta la giurisprudenza di Cassazione degli ultimi venti anni, riproponendo un orientamento arcaico risalente al 1979…………).

Per la responsabilità della struttura sanitaria , invece, rimane valido quanto già affermato dalla Suprema Corte, per cui “Il ricovero di un paziente in una struttura (pubblica o privata) deputata a fornire assistenza sanitaria avviene sulla base di un contratto tra il paziente stesso ed il soggetto gestore della struttura, e l’adempimento di tale contratto, con riguardo alle prestazioni di natura sanitaria , è regolato dalle norme che disciplinano la corrispondente attività del medico nell’ambito del contratto di prestazione d’opera professionale, con la conseguenza che il detto gestore risponde dei danni derivati al paziente da trattamenti sanitari praticatigli con colpa, alla stregua delle norme di cui agli artt. 1176 e 2236 cod. civ..

In sostanza secondo il Tribunale di Enna la disposizione condurrebbe a delineare la sussistenza di un  titolo di responsabilità duplice:

a) contrattuale per la struttura sanitaria (ne deriva un termine prescrizionale più lungo e un onere della prova più leggero per il paziente;

b) extracontrattuale per il medico (ne deriva un termine prescrizionale abbreviato a cinque anni e un onere della prova aggravato per il paziente).

 

Silvia Stefanelli

L’avv. Silvia Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). • E’ iscritta all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. • E’ altresì iscritta all’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna. • Ha il titolo di mediatore ex D.Lgs. 28/2010. Si è sempre occupata nel corso della sua attività professionale di diritto sanitario, ed in particolare di sanità privata (ambulatori, responsabilità medica, pubblicità sanitaria, contrattualistica ) e di prodotti di area sanitaria (farmaci, dispositivi medici, cosmetici). Ha particolare competenza nella disciplina dei dispositivi medici a livello nazionale, comunitario ed internazionale. E’ membro del Comitato Scientifico dell’Associazione di Medici-Legali e Giuristi Melchiorre Gioia e responsabile dell’Organismo di mediazione MG Mediation Ha rivestito il ruolo di Presidente della XV Sottocomissione Esami per Avvocato – Corte Appello Bologna 2007-2008. Collabora con numerose riviste di settore tra cui Il Sole 24 Ore – Sanità, Rassegna di Diritto Farmaceutico, TelexAnie. Dall’anno 2010 è direttore responsabile della Rivista on line www.sapereeconsumare.it Collabora con continuità alle riviste one-line www.ildentale.it, www.teme.it E’ autore o coautore delle seguenti pubblicazioni: • I Dispositivi Medici - in “ Le leggi dell’ospedale ” Editore Piccin (2009), • La responsabilità professionale in Odontoiatria: riflessioni Giurisprudenziali e Casistica - in • RIS in Rivista Italiana di Stomatologia n. 1/2009; • Linee Guida per la Corretta pubblicità ai consumatori nel settore ottico - Edizione Fabiano Group S.r.l. (2008); • Dispositivi Medici e Assicurazione di Qualità – Edizione Masson (1998); • ha tradotto e adattato “Notice to applicans” distribuita su floppy-disk in allegato a “Panorama della Sanità – speciale farmaci n. 2” – febbraio 1996; • La libera circolazione dei prodotti farmaceutici – Collana l’Europa del Farmaco – Edizioni Cidas – 1996. E’ docente e relatrice in numerosi seminari e convegni in materia sanitaria.

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