a cura della dott.ssa Corradi Beatrice

Il Decreto n. 33/2013, nella sua prima parte, è volto a definire le finalità dell’istituto della trasparenza, analizzando i principi generali che regolano la diffusione delle informazioni delle Pubbliche Amministrazioni (oggetto, pubblicità e diritto alla conoscibilità, limiti alla trasparenza, accesso civico alla trasparenza, qualità delle informazioni e loro utilizzo), avvalendosi anche del “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità” quale strumento finalizzato a evidenziare le iniziative necessarie a realizzare un adeguato livello di trasparenza secondo le linee-guida elaborate dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle Amministrazioni pubbliche.

La realizzazione di una piena trasparenza dell’agire delle Amministrazioni ha quindi, come presupposto, il rendere noti l’attività di tutte le Amministrazioni – anche nel caso di Amministrazioni, aziende e di enti del Servizio sanitario nazionale – ma anche la relativa organizzazione al fine di un controllo diffuso e trasversale che riguarda sia l’utilizzo delle risorse pubbliche sia il controllo delle funzioni istituzionali.

La norma in questione, che evidenzia la trasparenza come condizione di garanzia delle libertà individuali e dei diritti costituzionalmente riconosciuti, comporta il trattamento delle informazioni tramite motori di ricerca web ed il loro riutilizzo e la pubblicazione obbligatoria, nei siti istituzionali delle informazioni, ha l’obiettivo di realizzare la trasparenza pubblica, rilevante interesse pubblico, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Anche per le Amministrazioni e gli enti del Servizio Sanitario la trasparenza è intesa secondo la concezione di accessibilità totale delle informazioni, integrando il livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni ai fini di trasparenza, prevenzione e contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, a norma dell’articolo 117 della Costituzione. L’art. 41 del Dlgs. 33/2013 dispone però specifici adempimenti pubblicitari per le amministrazioni e gli enti del servizio sanitario nazionale, dei servizi sanitari regionali, comprese le aziende sanitarie territoriali ed ospedaliere, le agenzie e gli altri enti ed organismi pubblici che svolgono, occorre evidenziare, attività di programmazione e fornitura dei servizi sanitari.

Le nuove disposizioni prevedono, quindi, che le aziende sanitarie ed ospedaliere pubblichino, tra l’altro, in “Amministrazione Trasparente” tutte le informazioni e i dati concernenti le procedure di conferimento degli incarichi, compresi i bandi e gli avvisi di selezione, lo svolgimento delle relative procedure, gli atti di conferimento, inerenti:

– Direttore generale;

– Direttore sanitario;

– Direttore amministrativo;

– Responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse.

Per la dirigenza sanitaria, fatta eccezione per i responsabili di strutture semplici, sono pubblicati, analogamente a quanto disposto dall’articolo 15 del decreto legislativo citato, in tema di pubblicazioni connesse agli incarichi dirigenziali:

a) gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico;

b) il curriculum vitae;

c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali – per le quali si intendono anche le prestazioni professionali svolte in regime intramurario;

d) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.

I dati indicati vengono pubblicati entro tre mesi dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla cessazione dell’incarico; sono pubblicati e annualmente aggiornati, inoltre, l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate e gli accordi con esse intercorsi; in particolare l’articolo di dettaglio in esame prevede che le Regioni includano il rispetto di obblighi di pubblicità, previsti dalla normativa vigente, fra i requisiti necessari all’accreditamento delle strutture sanitarie.

E’ prescritto l’obbligo per gli enti, le aziende e le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario di indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata «Liste di attesa», il tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.

In tema di pubblicazioni la norma prevede, ulteriormente rispetto a precedenti disposizioni, anche per le amministrazioni del servizio sanitario, che sia pubblicata la carta dei  servizi  o il  documento  contenente  gli  standard  di  qualità  dei   servizi pubblici, pubblicando, altresì, dei servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, i costi effettivi – evidenziando quelli imputati al personale per ogni servizio erogato – ed il relativo andamento nel tempo, i tempi medi di erogazione dei servizi – con riferimento, per una più ampia conoscenza, all’esercizio finanziario precedente -.

A tal proposito si evidenzia che i servizi pubblici nazionali e locali sono, come dispone l’art. 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, necessariamente, erogati con modalità volte a  promuovere il miglioramento della qualità, assicurando la tutela dei cittadini e degli utenti e la loro partecipazione, nelle forme, anche associative, riconosciute dalla legge, alle inerenti procedure di valutazione e definizione degli standard qualitativi.

Beatrice Corradi

Già funzionario amministrativo del Consiglio regionale della Liguria in materia di appalti dal 1999, ricopre, nello stesso Ente, il ruolo di Dirigente dell’Ufficio Provveditorato ed Economato dal 2010. Collabora con l’Università degli Studi di Genova, dal 2011, svolgendo attività di tutor aziendale nell’ambito di tirocini formativi che si concludono con tesi finali in materia di appalti. Autrice di pubblicazioni in materia, collabora con le più prestigiose riviste nazionali specializzate in materia di appalti.

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