Chi opera in sanità è poco avvezzo a trattare di concorrenza.

Sia di quella del nostro Codice Civile (art. 2598 c.c.) che riguarda la slealtà nei comportamenti tra imprese;  sia di quella comunitaria che, cercando di colpire intese ed abusi di posizione dominante, mira a liberalizzare il mercato.

Scarse infatti – fino ad ora – sia la giurisprudenza in materia che gli interventi dell’AGCM.

Ma sembra che, improvvisamente, il vento stia cambiando.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato quest’anno ben tre volte sulla necessità di applicare i principi di liberalizzazione al regime delle autorizzazioni, accreditamenti e contratti tra strutture sanitarie  e P.A. (Consiglio di Stato 550/2013; Consiglio di Stato 4574/2013; consiglio di Stato 4788/2013 – tutte commentate su questo sito).

Di recente – nella seduta del 6 novembre – l’AGCM ha invece aperto un’istruttoria per verificare se quattro società che gestiscono la quasi totalità delle case di cura nella sanità privata in Abruzzo abbiano posto in essere un’intesa mirata ad evitare che altri soggetti entrassero nel mercato della prestazioni sanitarie ospedaliere.

Il procedimento parte dalla segnalazione della società Seagull e mira a verificare la possibile esistenza di una strategia comune tra le società Synergo S.r.l., Casa di Cura Privata Villa Serena (di Leonardo Petruzzi S.r.l. con socio unico), Casa di Cura Privata Di Lorenzo S.p.A. e Presidio Ospedaliero Villa Letizia, in relazione alla partecipazione alle gare per l’affidamento delle cliniche facenti capo al Gruppo Angelini, oggi fallito.

Più esattamente dopo il fallimento del Gruppo Angelini il curatore ha posto in essere una serie di gare per l’aggiudicazione delle case di cura del Gruppo e del relativo budget regionale per l’erogazione delle prestazioni.

Ed ecco cosa è successo:

1)     alla prima gara (relativa alla clinica Santa Maria) ha preso parte solo la società Di Lorenzo (attraverso la controllata Villa Gaia);

2)     alla seconda gara (relativa alla clinica Sanatrix) ha preso parte solo Villa Letizia;

3)     alle terza gara relativa alla clinica Villa Pini non partecipava nessuno, con l’obiettivo (secondo la Seagull) di far revocare l’accreditamento e dividersi il budget. Solo dopo che la Seagull decideva di partecipare alla gara le società Synergo, Villa Serena e Di Lorenzo decidevano intervenire alla gara congiuntamente.

Secondo le contestazioni formulate nel provvedimento di avvio la decisione di partecipare tutte insieme a quest’ultima gara sarebbe stata adottata dalle tre società solo nel momento in cui vi  è  stata la certezza che la loro mancata partecipazione avrebbe comportato l’assegnazione di Villa Pini al concorrente.

Ora l’AGCM dovrà decidere su questo caso.

Il procedimento si concluderà entro il 31 dicembre 2014.

Qui il testo dell’istruttoria dell’AGCM

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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