[Cons.Giust.Amm.regione Siciliana, 5/9/2013, n. 740]

L’Azienda Ospedaliera Universitaria-Policlinico Vittorio Emanuele di Catania indiceva una gara per alcuni lavori di manutenzione immobiliare, che venivano affidati provvisoriamente ad un’impresa, aggiudicazione che tuttavia non veniva confermata per la sussistenza, in capo a detta impresa, di un’informativa antimafia tipica (in cui si segnalava il rischio d’infiltrazioni criminose), in conseguenza di un accertamento in una precedente procedura che tuttavia risultava impugnata al TAR Palermo, il quale invece dava ragione all’impresa.

A fronte di questo revirement la Prefettura di Palermo rilasciava allora una informativa tipica favorevole e l’Azienda Ospedaliera di Catania poteva quindi aggiudicare l’appalto all’impresa inizialmente vincitrice.

Avverso detto affidamento insorgeva però la seconda classificata, sostenendo che i “timori” d’infiltrazioni criminose non era venuti meno, non essendo mai stata “revocata” l’informativa antimafia che aveva motivato la non-aggiudicazione definitiva all’impresa oggi affidataria.

Giunta la controversia avanti l’organo giurisdizionale amministrativo di 2° grado della regione Sicilia, questi ha avuto modo di chiarire come le informative prefettizie antimafia possano essere di tre tipi:

a) quelle cd. “ricognitive di cause di di per sé interdittive” di cui all’art. 4, c. 4 D.Lgs.n. 40/1994;
b) quelle relative ad eventuali tentativi d’infiltrazioni mafiose, la cui valutazione spetta al Prefetto;
c) quelle cd. “atipiche” in quanto supplementari alle precedenti e la cui efficacia interdittiva deriva da una valutazione discrezionale della stessa Amministrazione procedente.

Da quanto sopraddetto ben si comprende quindi come, mentre le prime due (entrambe provenienti dalla Prefettura competente) qualora accertino il rischio d’infiltrazioni determinano, in capo all’impresa nei cui confronti sono assunte, una generale incapacità a contrarre nei confronti di qualsiasi P.A., l’informativa “atipica”, in quanto basata su valutazione della sola Amministrazione procedente, può riguardare l’avvio e/o il prosieguo dei rapporti contrattuali solo con detta Amministrazione.

Da ciò ne consegue quindi come mentre l’impresa oggetto di una informatica “atipica” ben può risultare contraente con altra Pubblica Amministrazione, al contrario ciò non risulta possibile in quanto l’impresa su cui grava un’informativa “tipica” (di tipo a o b) non può contrarre con altra P.A., stante il valore interdittivo di tale informativa valevole nei confronti di tutte le Amministrazioni.

Allo stesso modo (vedasi il caso in questione) l’adozione di una successiva informativa favorevole  “assorbe ogni procedente valutazione prefettizia di stampo negativo riferita allo stesso soggetto”, consentendo quindi la legittima aggiudicazione di future gare.

ALLEGATO:
Il testo della sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa regione Siciliana, 5/9/2013, n. 740

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