[Consiglio Stato, III°, 12/4/2013,n 1987]

Fino a quando non verrà disposta, con apposito provvedimento, l’estinzione delle gestioni liquidatorie (già sezioni-stralcio) non si potrà agire, per i crediti vantati per i periodi di riferimento, nei confronti dei Direttori Generali delle Aziende UU.SS.LL. anche se questi sono stati nominati, dalle singole regioni, Commissari liquidatori. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato che ha confermato come, con la soppressione delle vecchie Unità Sanitarie Locali e con l’istituzione delle nuove Aziende U.S.L., non si è tuttavia verificata una cd. “successione a titolo universale” delle posizioni debitorie delle prime rispetto alle seconde che, di conseguenza, non si sono in alcun modo accollate i debiti pregressi dell’USL.

Come noto infatti, mediante un espediente contabile, i debiti a carico delle vecchie Unità Sanitarie Locali sono stati trasferiti alle Regioni, che tuttavia non li hanno trasferiti alle nuove Aziende Sanitarie ma prima “scaricati” sulle cd. sezioni-stralcio e poi, anche quando dette sono state trasformate in “gestioni liquidatorie” – ed affidate ai Direttori Generali delle stesse Aziende USL – in nessun caso comunque si è provveduto a far accollare i pregressi debiti delle USL alle nuove ASL, rimanendo la loro liquidazione sempre (e solo) posta in carico del patrimonio istituito (appunto) per la loro gestione liquidatoria.

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La redazione di Appalti&Sanità

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