[Consiglio Stato, III°, 9/7/2013, n. 3612]

L’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino ha indetto una procedura, a cui ha partecipato una concorrente depositando due plichi, il primo con la documentazione e ‘offerta di gara nonché, successivamente, il secondo contenente la fotocopia della carta d’identità del sottoscrittore di detta offerta, che erroneamente non era stato inserito nel primo plico, il tutto però entro il termine previsto per la partecipazione a detto incanto.

Aggiudicatasi la gara, la seconda classificata prima impugnava l’aggiudicazione e poi interponeva appello sempre per il medesimo motivo, ovvero che tale concorrente avrebbe dovuto essere esclusa in quanto la sua offerta violava la lex specialis, mancando (nel primo plico( la fotocopia del documento del riconoscimento del sottoscrittore, prevista a pena d’esclusione, mentre nel secondo plico mancava tutta la documentazione di gara e l’offerta (essendovi solo il documento d’identità).

Il Consiglio di Stato, pur non negando che per prassi in gara si deposita un “solo” plico, segnala tuttavia come non vi sia una norma di legge che pone un obbligo in tal senso, né la lex specialis de qua formulava una tale prescrizione, prevedendo – come unico l’obbligo inderogabile – il deposito di tutta la documentazione richiesta entro e non oltre un determinato termine prescritto.

Posto quindi come, nel pieno rispetto di detto termine, risulta che l’aggiudicataria abbia depositata tanto la richiesta documentazione che l’offerta, completa e corretta (in quanto “integrata” con la fotocopia della carta d’identità), la clausola espulsiva correttamente non è stata applicata, in quanto l’esclusione poteva correttamente colpire solo l’”incompletezza” e/o l’”intempestività”  delle offerte che, nel caso di detta concorrente non si è verificato.

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La redazione di Appalti&Sanità

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