Consiglio di Stato, sez. III°, 6/6/2014, n. 2828

Rigettato l’appello di alcune Associazioni di malati contro la trasformazione dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano in Fondazione IRCSS in quanto, a detta delle appellanti, ciò avrebbe “azzerato” la ricerca scientifica pubblica, finalizzata alla tutela della salute.

Le associazioni “Medica Democratica Movimento di Lotta per la Salute” e “Medicina Democratica di Lotta per la Salute” avevano infatti presentato ricorso al TAR Milano contro la privatizzazione dell’Istituto Tumori in quanto lamentavano che, attraverso tale operazione, si sarebbe realizzata un’illegittima lesione dei diritti ed interessi dei loro associati.

Il Tar meneghino rigettava il ricorso, per cui è stato interposto appello, ma anche il Consiglio di Stato ha ritenuto le doglianze sollevate assolutamente infondate, in quanto la Fondazione IRCCS, seppure privatizzata, continua a perseguire le medesime finalità precedenti la sua trasformazione e, quindi, nessun danno può dirsi arrecato alla salute pubblica.

In disparte la fondata eccezione circa la carenza d’interesse al ricorso (sebbene sia stata riconosciuta, invece, la legittimazione processuale delle associazioni appellanti) quello che qui rileva è sopratutto la decisione “di merito” del giudice amministrativo di 2° grado.

Vige infatti nel nostro diritto la cd. “neutralità” della forma giuridica, ragione per cui è totalmente ininfluente, secondo il Consiglio di Stato, la forma giuridica assunta dall’Istituto Tumori (fondazione), in quanto ciò che rileva sono solo i fini che persegue, le risorse che utilizza ed i controlli a cui è sottoposto.

E, da quanto consta, la privatizzazione dell’Istituto Tumori non è comunque in grado, di per sé, di modificare i fini perseguiti dall’ente né ha variato, a livello qualitativo, le caratteristiche dell’attività di ricerca svolta.

Per questo anche il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello.

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La redazione di Appalti&Sanità

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