[Corte Conti Campania, 31/01/2013 n. 141]

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania è stata chiamata a decidere se l’affidamento di un servizio di vigilanza senza esperimento di gara abbia rappresentato NON una violazione alle norme e principi in materia di procedure concorsuali d’appalto (di cui si occupa il giudice amministrativo), quanto piuttosto abbia causato un danno economico all’Amministrazione che, come tale, deve essere risarcito da chi ha commesso il fatto.

Come noto la “responsabilità amministrativa” si sostanzia in un danno di natura patrimoniale arrecato ad una P.A. dalla condotta dolosa o colposa di un soggetto che risulti in “rapporto di servizio” con la medesima P.A. che ha subìto il danno; risulta altresì noto, poi, come l’acquisizione di beni e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni sia disciplinato da norme di contabilità nonché da direttive comunitarie che individuano in modo analitico la procedura da seguire quando l’ente intende procurarsi all’esterno un’utilità di cui non dispone internamente.

Così l’”impegno contabile”, registrato in un apposito capitolo di bilancio, unitamente all’attestazione di copertura finanziaria, costituiscono le condizioni essenziali per poter procedere ad una spesa, seguendo poi le disposizioni di natura comunitaria, in quanto  circa la “scelta” del soggetto da cui procurarsi l’utilità di cui la P.A. non dispone, l’ordinamento comunitario e nazionale fissano delle modalità procedimentali volte a garantire da un lato l’economicità dell’azione amministrativa, dall’altro la massima concorrenza, legalità, trasparenza ecc.; in tal modo, quindi, si può dire che le gare d’appalto tutelino tanto la concorrenza quando l’economicità, l’efficacia e l’efficienza dell’agire pubblico.

Per questo motivo la mancanza d’indizione di una pubblica gara non solo fa venir meno il “confronto” fra i diversi offerenti – non riuscendo quindi a “strappare” al mercato il prezzo piu’ conveniente – ma, dal momento che solitamente riguarda l’acquisizione di un bene e/o servizio non preventivamente programmato, rappresenta anche una voce “fuori bilancio” e, quindi, una violazione delle norme di contabilità pubblica; per tutti i suesposti motivi, quindi, la Corte dei Conti dispone la condanna dell’Amministrazione che, non avendo indetto una pubblica gara, provoca un danno alla concorrenza che comporta sempre un maggior costo per l’Amministrazione procedente.

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La redazione di Appalti&Sanità

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