Non importa se si è in grado di lavorare per due, nel nostro ordinamento sussiste un divieto inderogabile di cumulo di pubblici impieghi, che impedisce di lavorare simultaneamente alle dipendenze di diverse Pubbliche Amministrazioni.

La fattispecie, oggetto della recente pronuncia della Corte dei Conti di Firenze datata 28 maggio 2014, riguarda un medico dipendente dell’Asl di Firenze che svolgeva contemporaneamente sia l’attività di Primo Dirigente dell’Amministrazione Sanitaria che, sempre con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche attività di docenza (stipendiata) dal Ministero dell’Istruzione.

A fronte del comportamento colposo di detto medico la Procura della Corte dei Conti ha aperto un procedimento per richiederne la condanna al pagamento, in favore dell’Azienda Sanitaria, di una somma che, in considerazione del fatto che il medico, sebbene dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, avesse anche svolto le funzioni di dipendente del Ministero dell’Istruzione, le possibili alternative alla determinazione equitativa del danno erariale erano due:

1) danno patrimoniale diretto, consistente nelle somme illegittimamente percepite per lo svolgimento dell’attività di insegnante, in costanza di rapporto di impiego pubblico di ruolo presso un’Azienda Sanitaria fiorentina (pari a euro 175.560,70);

2) sommatoria di tutti gli importi erogati dalla P.A. d’appartenenza al dipendente “infedele”, che ha violato l’obbligo di porre le proprie energie lavorative unicamente a disposizione del proprio datore di lavoro (pari a euro 711.831,41).

Il divieto di cumulo di impieghi pubblici, l’assoluta incompatibilità tra i due lavori nonché il danno cagionato alla P.A. d’appartenenza – privata della piena ed esclusiva forza lavorativa del proprio dipendente – hanno indotto la Corte dei Conti toscana a condannare il medico al versamento dell’importo di 103,330,10 €, a nulla valendo le sue eccezioni fondate sulla circostanza che l’insegnamento si sarebbe svolto in orario serale nonché fuori dalla prestazione sanitaria.

 

Claudia Patti

Laureata in giurisprudenza, nell’anno 2009 ha svolto attività di collaborazione presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna, nel 2010 ha fatto tirocinio presso l’Avvocatura dello Stato e nel 2011 ha conferito la Specializzazione in Studi sulla Pubblica Amministrazione presso la SPISA di Bologna.

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