Consiglio Stato, sez. V, 23/10/2013, n. 5131

Veniva indetta gara per l’affidamento dell’appalto di servizi di raccolta, trasporto e conferimento ad impianti di smaltimento di rifiuti speciali (pericolosi e non) derivanti da attività sanitaria di tutti i presidi ospedalieri e delle aziende sanitarie del Lazio. ma l’affidatario  fino a quel momento di detto servizio decideva d’impugnare l’indizione stessa della gara, sostenendo che l’importo a base d’asta fosse stato erroneamente determinato e decidendo, per questo motivo, di non partecipare alla gara.

Il TAR periferico ha chiarito come nelle procedure concorsuali ad evidenza pubblica la regola generale – ai fini della legittimità all’impugnazione di una gara d’appalto – prevede la sua necessaria partecipazione in quanto, in caso contrario, il ricorrente non maturerebbe alcun interesse alla “correzione” della procedura stessa se, poi, risulta che non via abbia neppure partecipato.

A tale regola generale si può fare eccezione solamente in 3 tassative ipotesi, ovvero a) quando si contesta l’indizione stessa della gara; b) quando si contesta la mancata corretta indizione della gara (nel caso ad esempio d’errato utilizzo delle ipotesi ex art. 57 d’indizione di una procedura negoziata senza pubblicazione del bando) ovvero, infine, c) quando si intendono impugnare le clausole cd. “immediatamente escludenti”, quelle cioè che non permettono la partecipazione stessa alla procedura.

Posto come nel caso di specie nessuna delle tre ipotesi risultasse configurabile ed, anzi, che si era rinvenuto un interesse illegittimo del ricorrente a non partecipare alla gara ma, nel contempo, ad impugnarla in quanto, in tal modo, ben avrebbe potuto ottenere, nelle more del giudizio, la proroga dello stesso servizio, oltretutto ad un importo ben superiore rispetto a quello fissato a base d’asta.

Per questi motivi il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso in quanto irricevibile per carenza di legittimazione nonché d’interesse.

Vedi:
Testo integrale della sentenza del Consiglio Stato, sez. V, 23/10/2013, n. 5131

 

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La redazione di Appalti&Sanità

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