Corte dei Conti – Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica

Pubblicato sul sito della Corte dei Conti il Rapporto 2013 relativo alla Finanza Pubblica.

In generale incoraggianti i dati relativi alla sanità ove si dà atto che nel 2012 si è  stato confermato un contenimento dei costi ed un riassorbimento di ingiustificati disavanzi gestionali.

Ancora lunga invece la strada per il controllo della spesa relativa di dispositivi medici

La Corte dei Conti evidenzia infatti che per i DM , diversamente dai farmaci, non esiste una agenzia nazionale che ne valuti l‘efficacia e la sicurezza clinica e ne definisca la rimborsabilità e il prezzo.

Ed infatti  l’indagine avviata dall’ Osservatorio del contratti pubblici pubblicata il 28 maggio 2013 ha rilevato come i prezzi pagati dalle strutture del SSN siano molto diversi tra loro.

Qui in sintesi le valutazioni della Corte dei Conti.

Il quadro normativo ed i risultati economici

– il Decreto del Ministro della salute dell’11 giugno 2010 ha istituito il flusso per il monitoraggio dei dispositivi medici acquistati dal sistema nazionale (vengono raccolti due flussi raccolti:  quello dei contratti e dei consumi . A partire dal 2012 il conferimento dei dati integra gli adempimenti cui sono tenute le Regioni e le provincie autonome, per l’accesso al maggior finanziamento per il SSN.
– La legge 111/2011 aveva fissato per il 2012 un tetto agli acquisti di tali beni nella misura del 5,2 per cento del finanziamento: l’eccesso è a carico delle regioni
– Il DL 95/2012 ha previsto una riduzione del tetto di spesa, ulteriormente accentuata dalla legge di stabilità (dal 4,9 per cento al 4,8 per cento del finanziamento del SSN a carico dello Stato nel 2013 e dal 4,8 per cento al 4,4 per cento a decorrere dal 2014) – Al momento la spesa si mantiene nel complesso su livelli inferiori al tetto di poco meno del 6 per cento con situazioni regionali diverse.

Suggerimenti della Corte dei Conti

– Necessità di potenziare i sistemi di tracciabilità dei dispositivi: ciò consentirà il rilascio per ogni singolo dispositivo medico di un numero progressivo di sistema, realizzando una corrispondenza univoca tra numero di registrazione e singolo dispositivo.
– Conseguente possibilità di collegare il dispositivo alle relative informazioni economiche che permetterà di definire le politiche relative al settore, caratterizzato dall’estrema variabilità delle tipologie di prodotti, alcuni dei quali molto complessi ed innovativi nella tecnologia.
– Potenziare il ruolo della Commissione Unica dei Dispositivi medici (CUD) nella valutazione costo/efficacia sul modello di quello che l’AIFA garantisce nel campo farmaceutico.

Definire le Categorie omogenee di dispositivi medici intendendo con questo termine prodotti che, pur differenziandosi in alcune caratteristiche, possono garantire prestazioni sanitarie sovrapponibili. Le categorie omogenee costituiscono il presupposto indispensabile per definire i prezzi di riferimento e offrono un prezioso strumento alle Regioni per ottimizzare i processi di acquisto, valorizzando la standardizzazione dei prodotti oggetto di acquisizione.

redazione

La redazione di Appalti&Sanità

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