TAR Roma II-Ter 5/2/2014, n. 1432

Pronuncia molto interessante del Tar capitolino, che affronta una questione cruciale in ogni procedura di gara ovvero la scelta del criterio d’aggiudicazione.

Come noto l’art. 81 del Codice appalti individua, fra i possibili criteri d’aggiudicazione, quello del prezzo piu’ basso e quello dell’offerta piu’ vantaggiosa, lasciando alle PP.AA. appaltanti la scelta di quello piu’ adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto della gara.

Difatti il criterio del prezzo piu’ basso prende in considerazione solo la convenienza economica ed ha carattere automatico (mero raffronto di cifre), mentre quello dell’offerta piu’ vantaggiosa presuppone un’iter valutativo relativo all’aspetto qualitativo della proposta, a cui deve aggiungersi poi il punteggio per il profilo economico; in altre parole nel primo caso la P.A. si limita a “verificare” il minor prezzo mentre, nel secondo caso, deve “valutare” la miglior offerta alla luce di alcuni (opinabili) suoi parametri di giudizio.

Le amministrazioni devono dunque scegliere, fra i due criteri, quello piu’ adatto all’oggetto della gara ed il tipo di prestazione richiesta – e le sue caratteristiche – permettono di determinare il criterio piu’ efficiente; in tal senso, quindi, si ritiene che il criterio del minor prezzo sia piu’ “adeguato” quando l’oggetto di gara è molto standardizzato e le condizioni in cui si rinviene sul mercato siano analoghe fra loro, mentre il criterio della miglior offerta è preferibile in tutti gli altri casi (in cui il mercato offre prodotti e servizi fra loro diversificati).

Nel caso in questione era messo in gara, da parte dell’AMA, il servizio di prelievo e trasporto salme  nel territorio di Roma Capitale, che si declinava non solo nel servizio di trasporto ma anche nella fornitura di mezzi (barelle ecc.) nonché in un amplissimo impiego di personale (servizio attivo 24 ore su 24, per 24 mesi), in nessun modo predeterminato dalla lex specialis di gara.

Ed è proprio su questo aspetto che il TAR Roma, a fronte del ricorso di una concorrente che contestava la scelta del criterio del prezzo piu’ basso – in una gara in cui le offerte era molto variegate ed nient’affatto standardizzate – che, pur confermando l’insindacabilità della scelta della P.A. di determinazione del criterio d’aggiudicazione, cionondimeno ha annullato l’intera procedura per errata determinazione del criterio aggiudicatorio.

Il giudice amministrativo ha infatti valutato l’oggetto di detta gara come particolarmente complesso e variegato ma, soprattutto, ha sottolineato come sia stata lasciata ai concorrenti un’ampia discrezionalità nell’organizzare l’espletamento del servizio dedotto, da cui ne discende come le offerte pervenute alla P.A. risultino assolutamente eterogenee ed incomparabile e, per questo stesso motivo, non confrontabili fra loro, nè valutabili in base al semplice criterio del prezzo piu basso.

Pertanto, conclude il TAR Lazio, se l’AMA avesse realmente voluto indire una gara al minor prezzo, ben avrebbe dovuto descrivere in maniera molto piu’ esaustiva e stringente le modalità di svolgimento dell’intero servizio mentre al contrario, se intendeva lasciare ai potenziali concorrenti l’organizzazione dell’intero servizio, non poteva allora che correttamente adottare il criterio d’aggiudicazione dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.

Andrea Stefanelli

L'avv. Andrea Stefanelli è contitolare dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli in Bologna (www.studiolegalestefanelli.it). E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati del Foro di Bologna ed all’Albo dei Cassazionisti a Roma. Si è sempre occupato, nel corso della sua attività professionale, di diritto amministrativo ed, in particolare, di contrattualistica pubblica e di diritto degli appalti. E' stato relatore in moltissimi convegni, workshop e seminari.Collabora con continuità alle riviste TELEXANIE (Confindustria) e TEME (Rivista degli Provveditori Economi in Sanità). Patrocina la difesa di molte società avanti i TT.AA.RR. periferici ed il Consiglio di Stato.

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